Paraspifferi fai da te: il salsicciotto che non si sposta
Come cucire un paraspifferi in tessuto che resta fermo e non si accartoccia: il tessuto giusto, la zavorra sul fondo e la fodera sfilabile per lavarlo.
Appoggi la mano a terra vicino alla porta d'ingresso in una sera di gennaio e lo senti subito, quel filo d'aria fredda che entra da sotto e ti gira intorno alle caviglie mentre sei sul divano. È il classico spiffero da sottoporta, e la soluzione più vecchia è anche una delle più efficaci: un paraspifferi in tessuto, il cosiddetto salsicciotto, che appoggi alla base della porta o della finestra per bloccare il passaggio dell'aria. Cucirselo da soli è un lavoro da un pomeriggio, ma perché tenga davvero e non diventi un fermaporta inutile che scappa da tutte le parti, ci sono un paio di accorgimenti di mestiere che fanno tutta la differenza.
Diciamoci la verità su una cosa, per onestà: il paraspifferi lavora soprattutto sul comfort, cioè toglie quella corrente fastidiosa che senti addosso, mentre sul risparmio in bolletta l'effetto è reale ma modesto, molto meno di quanto ottieni sistemando le guarnizioni del serramento o intervenendo sull'infisso. Serve a stare meglio nella stanza, non a dimezzare il riscaldamento come promettono certi titoli, ed è un accessorio da pochi soldi che però fa bene il suo mestiere se lo fai bene.
Scegli un tessuto pesante, non uno che scivola
Il primo errore è sceglierlo con un tessuto a caso. Il paraspifferi vive a terra, quindi vuoi un tessuto pesante, fitto e lavabile: un cotone d'arredo robusto, un velluto o una tela pesante tengono la forma e aderiscono bene al pavimento. Da evitare i tessuti lisci e sintetici come il raso o certi poliesteri scivolosi, perché non fanno attrito col pavimento e il salsicciotto parte per la tangente ogni volta che apri. Se lo metti alla base di una porta che usi spesso, meglio ancora un tessuto con un po' di nervo e una superficie che morde il pavimento, e per capire quali reggono bene a terra e al lavaggio puoi dare un'occhiata ai campioni dei tessuti d'arredo più pesanti, che è anche il modo migliore per sentire con mano la differenza di peso e di trama.
Misura la luce della porta prima di tagliare
Sembra ovvio e invece è il punto dove si sbaglia più spesso. Misura la larghezza esatta della luce, cioè l'apertura della porta o della finestra da stipite a stipite, e taglia la stoffa di quella misura aggiungendo un paio di centimetri per parte per i margini di cucitura e qualche centimetro in più in lunghezza, così il salsicciotto arriva fino ai bordi senza lasciare spifferi agli angoli. Per il volume calcola la circonferenza che vuoi dare al rotolo più i margini, tenendo presente che un diametro da finito di sette o otto centimetri è una misura comoda, abbastanza corposa da sigillare lo spazio sotto la porta senza diventare un ingombro. Taglia il rettangolo di stoffa, piegalo in due per il lungo col diritto all'interno, cuci il lato lungo e una delle due estremità, poi rivolta tutto dal diritto e avrai il tuo tubo pronto da riempire.
Il trucco per non farlo spostare: una zavorra sul fondo
Qui sta il segreto che divide il paraspifferi che funziona da quello che si accartoccia in un angolo. Se lo riempi solo di imbottitura morbida resta leggero, si sposta a ogni apertura e tende a perdere la forma arrotolandosi su se stesso. Il trucco del laboratorio è dargli una zavorra: prendi una vecchia calza o un sacchetto di cotone, riempilo di riso secco o di sabbia fine e infilalo dentro il tubo, poi completa il resto dello spazio con l'imbottitura morbida, come il fiocco di poliestere o i ritagli di tessuto. Il peso sul fondo lo tiene fermo al suo posto e lo fa aderire al pavimento, mentre l'imbottitura gli dà volume e lo fa sigillare bene contro la fessura. L'errore opposto, cioè imbottirlo troppo e tutto morbido, è proprio quello che lo rende floscio, quindi ci vuole la giusta via di mezzo, pesante sotto e corposo sopra.
Fodera sfilabile, perché prima o poi va lavato
Un paraspifferi sta a terra, raccoglie polvere e, vicino all'ingresso, anche l'umido delle suole bagnate, quindi prima o poi va lavato. Se cuci tutto chiuso ti tocca lavarlo intero con l'imbottitura dentro, che si inzuppa e ci mette giorni ad asciugare, mentre la soluzione da sarto è prevedere una fodera sfilabile: chiudi l'estremità aperta con una piccola cerniera o con qualche bottone, così puoi togliere l'anima imbottita e lavare solo la federa esterna. È lo stesso principio di una normale fodera di cuscino, e ti cambia la vita quando il salsicciotto si sporca. Chiudi bene le due estremità, perché è lì che il riempimento tende a spostarsi lasciando scoperti gli angoli, che sono poi i punti da cui passa lo spiffero.
Per le porte che apri spesso, meglio il modello doppio
Sulla finestra che resta chiusa il salsicciotto singolo appoggiato alla base va benissimo, ma sulla porta che apri e chiudi di continuo il modello singolo diventa scomodo, perché lo sposti ogni volta e devi rimetterlo a posto. Per quelle conviene il modello doppio, due rotoli uniti da una striscia di tessuto che passa sotto l'anta: uno resta dal lato interno e uno da quello esterno, la porta ci scorre sopra e il paraspifferi si muove insieme a lei senza doverlo risistemare. È un filo più lungo da cucire ma risolve alla radice il difetto dei modelli tradizionali, che si spostano e diventano un ingombro. Se sull'ingresso lo spiffero è forte e cerchi una soluzione più strutturata, in certi casi conviene ragionare addirittura su una tenda a portiera, che lavora su tutta l'altezza della porta e non solo sul sottoporta.
Alla fine il paraspifferi che tiene è quello costruito con un tessuto che fa attrito, una zavorra sul fondo e una fodera che puoi lavare, tre dettagli semplici che lo trasformano da fermaporta improvvisato in un oggetto che fa il suo lavoro per anni. Quando sei indeciso sul riempimento, pesa un po' di più sul fondo e tieni il resto morbido, perché è il compromesso che lo fa restare dove lo metti.
Domande frequenti
Che tessuto usare per un paraspifferi fai da te?
Un tessuto pesante, fitto e lavabile come un cotone d'arredo robusto, un velluto o una tela pesante. Evita i tessuti lisci e sintetici come il raso, perché scivolano sul pavimento e il salsicciotto si sposta a ogni apertura.
Come faccio a non farlo spostare?
Inserendo una zavorra sul fondo: una calza o un sacchetto riempito di riso secco o sabbia fine, completando il resto con imbottitura morbida. Il peso lo tiene fermo e aderente al pavimento.
Il paraspifferi fa davvero risparmiare in bolletta?
Migliora soprattutto il comfort, togliendo la corrente d'aria fredda. L'effetto sul riscaldamento è reale ma modesto, molto meno di una corretta sistemazione delle guarnizioni e dell'infisso.
Come si lava un paraspifferi in tessuto?
Conviene cucirlo con una fodera sfilabile, chiusa con cerniera o bottoni, così togli l'anima imbottita e lavi solo la federa esterna senza inzuppare l'imbottitura.
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