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Queste tende sono perfette per la cucina a vista perché non assorbono grassi e odori

La cucina a vista manda grasso e odori in sala: quali tende e tessuti reggono davvero e quali ingialliscono dopo pochi mesi di servizio.

Sala di un ristorante moderno con cucina a vista sullo sfondo e una tenda tecnica leggera vicino al pass

La cucina a vista è una di quelle scelte che in fase di progetto entusiasmano tutti: il cuoco che lavora sotto gli occhi dei clienti, la sala che si anima, quel senso di trasparenza e di teatro che oggi piace tantissimo. Poi però passano i primi mesi di servizio e cominci a notare che le tende chiare vicino alla cucina hanno preso un tono spento, che le sedute sono appiccicose al tatto e che in sala resta un odore di fritto che il lavaggio normale non porta via. Da chi lavora i tessuti per la ristorazione ti dico subito la verità: quei problemi non sono sfortuna, sono la conseguenza prevedibile di come si sceglie male ciò che va vicino ai fornelli.

Il nemico non è il fumo che vedi salire dalla piastra, ma qualcosa di più subdolo, e capire cos'è ti fa scegliere meglio fin dall'inizio invece di rincorrere le macchie a locale avviato.

Il grasso in sospensione è il vero nemico

Quello che rovina i tessuti in un ristorante con cucina a vista non è tanto il calore quanto il grasso in sospensione, cioè le minuscole particelle unte che la cottura manda nell'aria e che tu quasi non vedi. Queste particelle viaggiano per la sala e si posano lentamente ovunque come un velo invisibile, e proprio perché non le noti subito fai in tempo ad accumularne parecchie prima di accorgertene. Il risultato lo conosci: i tessuti chiari ingialliscono, quelli scuri diventano opachi e appiccicosi, e in più il grasso trattiene gli odori, così la sala sa di cucina anche a fornelli spenti. Le prime a pagarne le conseguenze sono sempre le tende vicino al pass, il passaggio dei piatti, perché è lì che l'aria carica di grasso esce con più forza verso la sala.

Non esiste il tessuto miracoloso, contano trattamento e lavaggio

Qui va sfatato un mito comodo, quello del tessuto tecnico che risolve tutto da solo. La verità è più sfumata: molte fibre sintetiche come il poliestere, se prese grezze, sono anzi affini all'unto e lo trattengono volentieri, quindi il nome della fibra da solo non ti dice granché. Quello che fa davvero la differenza è il trattamento idro e oleo repellente applicato al tessuto, che fa restare il grasso in superficie a goccia invece di lasciarlo penetrare nella trama, così una passata di pulizia lo porta via prima che si fissi. Insieme al trattamento conta la lavabilità, perché nessun tessuto resta pulito da solo e la partita si vince potendo lavare spesso. Il lino chiaro davanti alla piastra è bellissimo in foto, ma essendo una fibra naturale e assorbente ingiallisce presto e difficilmente torna come prima, mentre un buon tecnico trattato regge molte più stagioni. Se stai scegliendo i tessuti anche per le sedute, tieni presente che alla pulibilità va sempre affiancata la resistenza all'usura misurata col test Martindale, perché un tessuto che si pulisce ma si consuma in fretta non ti conviene comunque.

Sfoderabile e lavabile spesso, questa è la regola

Da questo discende la scelta più intelligente in partenza, cioè puntare su tessuti sfoderabili e lavabili pensati per tornare in lavatrice o per essere sanificati con frequenza. In un locale non puoi permetterti tende o rivestimenti che ingialliscono e non tornano indietro, perché a quel punto l'unica strada è ricomprarli, e costa molto più che aver scelto bene all'inizio. Meglio quindi un tessuto meno scenografico ma che sopporta lavaggi frequenti senza deformarsi né perdere colore, con fodere che si sfilano facilmente e cuciture pensate per reggere il ciclo in lavatrice. È un ragionamento di buon senso gestionale prima ancora che estetico: nella ristorazione dura ciò che si può pulire spesso, non ciò che è bello il primo giorno. Vale la pena ricordare, per inciso, che anche la pulizia sbagliata a fine servizio può rovinare i rivestimenti tanto quanto il grasso, quindi il tessuto giusto va accompagnato dal metodo di pulizia giusto.

Davanti al pass, meglio leggera che scenografica

Sul punto più esposto, cioè proprio davanti alla cucina e al pass, il consiglio del mestiere va contro l'istinto decorativo. Evita le tende lunghe e pesanti proprio lì, perché un drappeggio importante offre tantissima superficie al grasso, lo assorbe in profondità e diventa impossibile da tenere pulito, oltre a trattenere gli odori come una spugna. Molto meglio una tenda tecnica leggera, più semplice da smontare e lavare, che schermi quel tanto che basta senza fare da calamita all'unto. Il tessuto scenografico e importante, se lo vuoi, mettilo nelle zone della sala lontane dai fornelli, dove l'aria è più pulita e può durare senza problemi. È una questione di mettere il materiale giusto nel punto giusto, non di rinunciare allo stile.

La tenda da sola non basta, serve il ricambio d'aria

Voglio chiudere con l'onestà che devo a chi progetta un locale: nessun tessuto è immune al grasso di una cucina a vista, e chi ti promette il materiale che non si sporca mai ti sta raccontando una favola. La differenza vera la fanno la pulibilità e la frequenza di lavaggio molto più del tessuto in sé, e soprattutto la tenda non può risolvere un problema che nasce nell'aria. Serve prima di tutto un buon ricambio d'aria, con una cappa dimensionata bene e un impianto che intercetti grasso e odori alla fonte, perché è quello a togliere gran parte delle particelle prima che si depositino sui tessuti. Scegli materiali trattati e lavabili, tienili lontani dal pass quando puoi, ma non chiedere alla tenda di fare il lavoro dell'aspirazione: quando il ricambio d'aria è giusto, anche i tessuti durano molto di più.

Domande frequenti

Perché i tessuti ingialliscono in un ristorante con cucina a vista?

Per il grasso in sospensione: minuscole particelle unte che la cottura manda nell'aria e che si posano ovunque come un velo invisibile. Ingialliscono i tessuti chiari, opacizzano gli scuri e trattengono gli odori.

Il poliestere resiste meglio del lino al grasso della cucina?

Non per la fibra in sé: il poliestere grezzo è anzi affine all'unto. A fare la differenza è il trattamento idro e oleo repellente, che tiene il grasso in superficie, insieme alla lavabilità. Il lino chiaro davanti alla piastra ingiallisce presto.

Quali tende mettere davanti alla cucina a vista?

Meglio una tenda tecnica leggera, facile da smontare e lavare, invece di drappeggi lunghi e pesanti che assorbono il grasso e trattengono gli odori. I tessuti scenografici vanno tenuti nelle zone della sala lontane dai fornelli.

Basta la tenda giusta per eliminare grasso e odori?

No. Nessun tessuto è immune e la tenda non risolve un problema che nasce nell'aria. Serve prima di tutto un buon ricambio d'aria con una cappa dimensionata bene, poi contano trattamenti e lavaggi frequenti.

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