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Ecco cosa hai sbagliato se la tenda non cade morbida

Due tende a confronto sulla stessa finestra, una con poche pieghe tirate e una con pieghe piene per la giusta abbondanza di tessuto

Vi è mai capitato di scegliere il tessuto perfetto per una tenda, immaginarla già montata e poi, una volta appesa alla finestra, restare delusi? Succede molto più spesso di quanto si pensi: il colore è quello giusto, la stoffa è splendida, eppure il risultato finale sembra "povero", rigido e privo di quella morbidezza che sognavate.

Dietro a questo piccolo disastro estetico c'è un errore comunissimo, un dettaglio che spesso si sottovaluta ma che cambia completamente la resa di una tenda.

Una misurazione sbagliata

L'errore da cui nascono quasi tutti gli altri è calcolare male l'abbondanza. Spesso si tende a misurare lo spazio vuoto della finestra (la luce netta tra gli stipiti) e a ordinare il tessuto basandosi solo su quel numero, ma la tenda non vive dentro la finestra, vive sul bastone o sul binario, che di solito inizia prima e finisce ben oltre i lati dell'infisso. La larghezza che conta davvero è proprio quella del supporto, ed è su quella misura che va calcolato il tessuto in più.

Facciamo un esempio pratico: se monti un bastone da 180 cm ma compri la stoffa basandoti sulla finestra che è larga solo 120, ti ritroverai con quasi un metro di tessuto mancante ancora prima di aver pensato alle pieghe.

 Se hai dubbi su dove e come fissare il supporto, ne abbiamo parlato nell'articolo sulle differenze tra binario e bastone.

Qual è il rapporto da calcolare

Qui sta il cuore della faccenda: per avere pieghe vere il tessuto va moltiplicato rispetto alla larghezza finita del bastone, e il fattore dipende dalla ricchezza che vuoi ottenere. Con un rapporto di 2, cioè il doppio della larghezza del bastone, ottieni una tenda di media abbondanza, ben piena ma non esagerata, ed è la scelta più equilibrata per la maggior parte dei soggiorni.

Se cerchi un effetto più ricco e ondeggiante sali a 2,5 volte, mentre sui tessuti molto leggeri come voile e organze si arriva anche a 3 volte, perché una stoffa sottile ha bisogno di più materia per non sembrare smunta.

Quando scendi sotto il rapporto di 2 cominci a vedere quelle pieghe larghe e pigre che fanno sembrare la tenda un lenzuolo appeso, e raramente vale la pena spingersi lì solo per risparmiare. Il riferimento pratico che diamo sempre è questo: parti dalla larghezza del bastone, moltiplicala per il fattore scelto, e solo su quel risultato aggiungi tutto il resto.

Non dimenticare i lati, gli orli e il tipo di arricciatura

Oltre al moltiplicatore ci sono i centimetri che quasi nessuno mette in conto e che fanno la differenza tra una tenda finita bene e una tirata: i rientri laterali, cioè la parte di tenda che gira verso il muro e chiude la luce sui fianchi (di solito una decina di centimetri per lato) e gli orli verticali su entrambi i bordi. E va ricordato che la fettuccia arricciatende, quella che si cuce in alto per formare le pieghe, lavora proprio "mangiando" larghezza: a seconda del tipo realizza arricciature diverse, quindi va scelta in coerenza con l'abbondanza che hai calcolato. Se ordini il tessuto giusto ma poi monti una fettuccia che arriccia poco, butti via una parte del lavoro.

Risparmiare sul tessuto può peggiorare la situazione

La domanda che ci fanno quasi tutti è se si può scendere un po' col tessuto per contenere la spesa. La risposta onesta è che si può, ma si nota. Una tenda è uno di quei lavori in cui la materia prima fa la qualità del risultato, e il tessuto in meno non si recupera in nessun modo dopo, né con la stiratura né con la posa. E su un tessuto pesante questo si vede subito, perché senza abbondanza non riesce a formare le colonne morbide che gli sono naturali e resta legnoso. Se proprio il budget è stretto, conviene scegliere un tessuto più economico ma tenerlo abbondante, piuttosto che un tessuto pregiato calcolato risicato: il primo cade bene, il secondo delude sempre.

Misura due volte, poi aggiungi sempre un margine

Prima di ordinare verifica anche l'altezza da terra e la lunghezza che desideri, perché pure lì un orlo inferiore generoso aiuta la tenda a scendere a piombo. Per chi vuole capire come ragioniamo sulle quantità di stoffa anche negli altri lavori di tappezzeria, è lo stesso principio che spieghiamo a proposito di quanto tessuto serve per rifoderare una sedia: si parte sempre dalla misura finita e si aggiunge il margine, mai il contrario.

Quando sei indeciso tra due quantità, scegli sempre la più abbondante. Il tessuto che avanza si gestisce, magari diventa una mantovana o un cuscino coordinato, mentre il tessuto che manca lascia una tenda che non sarà mai come la volevi.

❓ Domande Frequenti

Quanto tessuto serve per una tenda con belle pieghe?
Si parte dalla larghezza del bastone, non da quella della finestra, e la si moltiplica per il fattore di abbondanza: circa 2 volte per una tenda media, 2,5 per una più ricca, fino a 3 volte sui tessuti molto leggeri.
Perché la mia tenda fa poche pieghe?
Quasi sempre perché il tessuto è stato calcolato sulla luce della finestra invece che sulla larghezza del bastone, oppure con un moltiplicatore troppo basso. Senza abbondanza sufficiente la tenda resta piatta e tirata.
Si può risparmiare riducendo il tessuto della tenda?
Si può, ma si vede sempre, perché il tessuto in meno non si recupera dopo. Meglio un tessuto più economico ma abbondante che uno pregiato calcolato risicato.
La fettuccia arricciatende cambia la quantità di tessuto?
Sì, perché i diversi tipi di fettuccia creano arricciature diverse e vanno scelti in coerenza con l'abbondanza calcolata, altrimenti si perde parte del lavoro.