Tra i lavori che ci mettono più alla prova, le mansarde occupano un posto speciale, ma non per il tessuto in sé, ma perché ogni lucernario è un caso a parte, e capita spesso di trovarsi davanti a una stanza dove nessuna finestra è uguale all'altra.
Chi ci chiama, di solito, vuole una cosa semplice in apparenza, cioè delle semplici tende che facciano ombra. Il problema vero, però, non è trovare il tessuto, è tenere quelle tende ferme su una falda inclinata, perché su un vetro che non è verticale la tenda tende a cadere in avanti e a staccarsi, lasciando passare luce e calore proprio dove non vuoi.
Su una falda inclinata la tenda normale non tiene
Questo è l'errore più comune di chi prova a fare da sé: una tenda pensata per una finestra verticale, appesa a un lucernario inclinato, segue la gravità e si scosta dal vetro, quindi invece di restare aderente, penzola e fa un sacco di tessuto in basso. Il sole continua a entrare dai bordi, la tenda non oscura nulla e per giunta sembra abbandonata. Per i lucernari la soluzione è un sistema che vincoli il tessuto su tutta la sua corsa, e qui entrano in gioco le guide laterali.
Come far aderire il tessuto al vetro
La risposta che diamo quasi sempre, su questo tipo di finestre, sono le tende a rullo con guide laterali in alluminio fissate ai lati del lucernario: il telo scorre dentro le guide e resta aderente al vetro per tutta la lunghezza, anche con la falda inclinata. In alternativa, su alcune soluzioni, si usano cavetti tesi che fanno lo stesso lavoro di trattenere il tessuto. Quello che conta è il principio, ovvero che la tenda non deve solo scendere ma deve restare incollata al piano del vetro. Una guarnizione a spazzola nella parte bassa e i profili ai lati chiudono anche i piccoli spifferi di luce, che su un lucernario si notano molto più che su una finestra normale.
Su lucernari alti e difficili da raggiungere ha senso valutare anche la motorizzazione, perché una tenda che non manovri comodamente finisce per restare sempre nella stessa posizione, e a quel punto vale di più un comando che la faccia lavorare davvero quando serve.
Filtrante o oscurante dipende dalla stanza e non dal gusto
La seconda decisione riguarda il tessuto, e qui la regola che seguiamo è semplice: si sceglie in base a cosa fai in quella stanza. In una camera da letto sotto al tetto serve un oscurante vero, magari con la faccia esterna riflettente che rimanda indietro parte del calore, perché di notte vuoi buio e di giorno non vuoi che la stanza diventi un forno. In uno studio o in una zona giorno, dove non ti serve il buio totale ma vuoi togliere l'abbaglio e proteggere mobili e tessuti dallo scolorimento, va meglio un filtrante che ammorbidisce la luce lasciandola entrare.
Sbagliare questa scelta rientra tra gli errori più comuni quando si scelgono le tende, perché un oscurante in uno studio rende la stanza cupa e un filtrante in camera ti sveglia all'alba.
Ogni lucernario va misurato singolarmente
La tentazione, magari con finestre vicine, è prendere una misura e replicarla, ma è un calcolo che in mansarda non funziona quasi mai. I lucernari hanno spesso modelli e annate diverse, e bastano pochi millimetri di scarto perché una guida non chiuda bene e lasci filtrare luce dal bordo. Per questo ogni finestra va misurata per conto suo, telaio per telaio, e ogni tenda nasce su quella misura. È un lavoro più lento, ma è l'unico modo perché più finestre diventino un insieme ordinato.
Perché la tenda deve aderire al vetro
Un'ultima cosa che l'esperienza insegna è che, sotto un tetto esposto, più la schermatura sta vicino al vetro e meglio lavora. Una tenda aderente al lucernario, con le guide che la tengono incollata, crea una barriera proprio dove il calore prova a entrare, mentre una tenda lasciata libera a mezza stanza interviene quando il caldo è già passato. È lo stesso ragionamento che vale per le grandi vetrate esposte al sole, dove la posizione della schermatura conta quanto il tessuto che scegli. D'inverno vale il rovescio della medaglia: un tessuto che resta aderente al vetro freddo limita anche la dispersione del calore verso l'esterno, e in una mansarda, dove il tetto è la superficie da cui si perde più energia, è un aiuto che si sente sulla vivibilità della stanza nei mesi rigidi.
Le mansarde insegnano la pazienza: non esiste la misura buona per tutte, esiste la misura giusta per quella finestra. Quando ti trovi davanti a lucernari diversi, resisti alla tentazione di semplificare, perché è proprio nella misura presa una per una che sta la differenza tra una stanza vivibile tutto l'anno e una che scotta d'estate e gela d'inverno.