C'è una scena che in tanti uffici si ripete ogni mattina d'estate: verso le dieci il sole gira sulla vetrata, sui monitor comincia a comparire quel riflesso lattiginoso che ti costringe a strizzare gli occhi, e la reazione istintiva è una sola, abbassare tutto e accendere le luci. Così però ti ritrovi a lavorare al chiuso in pieno giorno, con la stanza buia, le lampade sempre accese e nessuno che sta davvero comodo. La cosa curiosa è che il problema non è il sole in sé, ma il tipo di tenda che gli metti davanti: dopo tanti anni passati a confezionare tessuti tecnici per uffici e spazi di lavoro, ti assicuro che schermare una postazione filtrando la luce senza spegnerla è molto più semplice di quanto sembri, a patto di scegliere il tessuto giusto.
Lo screen è la tenda che ti serve, non l'oscurante
La confusione più comune nasce qui, perché tende schermante e tenda oscurante non sono la stessa cosa e servono a scopi diversi. Per una postazione con i computer la soluzione principe è la tenda tecnica a rullo con tessuto screen, un tessuto a maglia microforata (di norma con base in fibra di vetro o poliestere rivestito in PVC) che intercetta i raggi diretti e abbatte l'abbagliamento ma lascia comunque passare la luce naturale e vedere fuori. È esattamente il compromesso che ti serve in ufficio, perché toglie il riflesso dallo schermo senza farti lavorare al buio, e nello stesso tempo taglia una buona fetta del calore che entra dal vetro, così d'estate i condizionatori faticano meno. L'oscurante vero, quello che ferma quasi tutta la luce, in una sala open space piena di scrivanie è quasi sempre l'errore da cui parte tutto il disagio.
Il numero che decide tutto è il fattore di apertura
Se c'è un parametro da capire prima di ordinare, è il fattore di apertura del tessuto screen, cioè la percentuale di superficie forata attraverso cui passano luce e vista. Più il numero è basso, più il tessuto è fitto e quindi schermante, mentre più è alto e più resta luminoso ma filtra meno. In pratica un tessuto con apertura dell'1-3 per cento è molto chiuso, protegge benissimo dall'abbagliamento e dal calore ma lascia vedere fuori solo in controluce, mentre un 5-10 per cento è più aperto, dà una vista migliore e un ambiente più luminoso ma schermando di meno. Non esiste il valore giusto in assoluto, esiste quello giusto per la tua finestra, e la scelta va fatta ragionando su quanto sole prende quella vetrata e su quanto ci tieni a mantenere il panorama.
Guarda dove sono le finestre prima di scegliere
Qui entra l'esperienza di chi queste tende le monta davvero, perché lo stesso tessuto su due esposizioni diverse dà risultati opposti. Su una parete a sud o a ovest, dove il sole picchia forte per ore e nel pomeriggio arriva basso e frontale, conviene orientarsi su aperture più chiuse, così il riflesso sui monitor resta gestibile anche nelle ore peggiori. Su una finestra a nord o a est, che riceve una luce più morbida, puoi permetterti un tessuto più aperto e goderti più panorama senza pagare il prezzo dell'abbagliamento. La domanda che ci facciamo sempre in laboratorio, prima ancora di parlare di colori, è proprio come è messa la stanza rispetto al sole, perché è da lì che dipende tutto il resto.
Le sale riunioni vogliono un'altra tenda
Il discorso cambia quando dalla postazione singola passi alla sala riunioni con proiettore o videoconferenze, dove ti serve poter fare buio davvero per leggere bene lo schermo condiviso. Lì lo screen da solo non basta, perché per quanto chiuso lascia comunque filtrare luce, e la soluzione che diamo più spesso è la doppia tenda: uno screen per la gestione quotidiana della luce e un oscurante vero da chiudere solo all'occorrenza, quando parte la presentazione. In questo modo la stessa stanza vive bene sia da ufficio luminoso sia da sala buia, senza dover scegliere una volta per tutte fra le due esigenze.
In un luogo di lavoro il tessuto deve essere ignifugo
C'è poi un aspetto che a casa non ti riguarda ma in un ambiente di lavoro spesso è un obbligo di legge, ed è la reazione al fuoco del tessuto. Negli uffici e nei locali aperti al pubblico serve quasi sempre un tessuto certificato della classe ignifuga richiesta, e la buona notizia è che la maggior parte dei tessuti screen tecnici nasce già certificata proprio per questo impiego. Per le grandi vetrate, poi, vale la pena ragionare sul comando: una tenda molto larga tirata a mano si consuma e si smonta storta col tempo, mentre un comando a catena o motorizzato dura di più e rende la regolazione comoda per chi ci lavora tutti i giorni. Se il tema del sole che entra e surriscalda ti interessa anche sul fronte vetrina o negozio, lo abbiamo affrontato in modo specifico nell'articolo su come proteggere la vetrina dal sole senza scurirla, che ragiona sulla stessa logica dello schermare senza spegnere.
Un'ultima onestà, perché è giusto dirtela: nessuno screen elimina del tutto l'abbagliamento quando il sole è basso e ti arriva dritto in faccia da davanti, in quelle poche ore il tessuto aiuta molto ma non fa miracoli, e lì la differenza la fa anche come sono orientate le postazioni, meglio di fianco alla finestra che di spalle o di fronte. Quando sei indeciso tra un tessuto più aperto e uno più chiuso, parti sempre dall'esposizione e da quanto conta per te la vista, e sceglierai quasi sempre bene.