Se gestisci un bar o un ristorante con i tavoli sul marciapiede sai bene di cosa parlo: basta una folata di vento un po' più decisa e il tovagliolo vola, la sabbia fine della strada finisce nel bicchiere e il cliente seduto al bordo del dehor si sente esposto al passaggio di tutti. Separare lo spazio del locale da quello della strada è uno dei modi più semplici per far funzionare un plateatico tutta la stagione, e le tende divisorie verticali sono la soluzione che vediamo dare i risultati migliori. Il punto è sceglierle con criterio, perché un telo montato male sventola, si sporca e dopo un mese è da buttare.
Il tessuto deve essere da esterno vero, non un tendaggio adattato
Qui l'errore più comune è prendere un tessuto bello da vedere ma nato per stare dentro, che al primo acquazzone si macchia e al sole di luglio comincia a scolorire dopo poche settimane. Per un dehor servono tessuti pensati per l'esterno, e in pratica te la giochi tra due famiglie: l'acrilico tinto in massa, dove il colore sta dentro la fibra e regge i raggi UV senza sbiadire, e lo screen tecnico, una tessitura microforata che taglia il sole lasciando intravedere fuori. La differenza la senti dopo un'estate, perché il tessuto giusto resta vivo mentre quello sbagliato ingiallisce e si infragilisce. Su questo abbiamo scritto una guida dedicata a qual è il tessuto da esterni che non scolorisce al sole, e vale la pena leggerla prima di ordinare i teli.
Decidi se ti serve un telo pieno o uno screen traforato
Non esiste il telo giusto in assoluto, esiste quello giusto per il tuo problema. Se il tuo dehor prende vento, e penso ai locali sul lungomare o agli angoli di strada dove tira sempre una corrente, ti conviene un telo pieno che faccia davvero da barriera e fermi le folate. Se invece il problema è soprattutto la polvere e gli sguardi, ma vuoi che il cliente continui a vedere la piazza e che il locale non si chiuda in se stesso, lo screen traforato è la scelta migliore perché ripara senza murare lo spazio. La domanda che faccio sempre a chi entra in laboratorio è una sola: cosa ti dà più fastidio, il vento o il senso di essere chiusi? La risposta decide il tessuto.
Senza una zavorra il telo sventola e non serve a niente
Questo è il dettaglio che fa la differenza fra una tenda divisoria che lavora e un telo che sbatte tutto il giorno. Un telo verticale appeso solo in alto, alla prima folata, si gonfia come una vela e perde ogni utilità, oltre a logorarsi in fretta sulle cuciture. La soluzione è appesantire il bordo inferiore, con una tasca cucita sull'orlo in cui far scorrere una barra di zavorra, oppure con piedini delle aste telescopiche zavorrati a terra. Quando il bordo basso ha il suo peso, il telo resta teso, fa da vero divisorio e dura molto di più, perché non lavora a strappi a ogni colpo di vento.
Prevedi un sistema che si apre e si chiude in fretta
Un dehor non è una struttura fissa: a fine servizio spesso va sgomberato, e la mattina dopo va rimontato, quindi le tende divisorie devono essere comode da gestire ogni giorno. I sistemi che funzionano meglio sono quelli a binario superiore, dove i teli scorrono come una tenda normale e si impacchettano da un lato, oppure quelli a corda tesa per i teli più leggeri. L'importante è non incollarsi a una soluzione che richiede dieci minuti e due persone ogni volta, perché un fissaggio scomodo finisce per non essere usato, e una tenda che resta sempre aperta non protegge nessuno. Pensa al gesto quotidiano del tuo personale, non solo all'effetto del primo giorno.
Prima di ordinare, controlla il regolamento del Comune
Questo è il passaggio che molti saltano e che poi costa caro. L'occupazione di suolo pubblico con arredi e divisori è regolata dai singoli Comuni, che fissano regole precise su altezze, materiali, ingombri e a volte sui colori ammessi, e in diversi regolamenti i pannelli e i paraventi hanno vincoli stagionali o vanno rimossi in certi periodi dell'anno. Non sono dettagli che puoi indovinare, perché cambiano da città a città, quindi prima di far confezionare le tende verifica con l'ufficio competente del tuo Comune cosa è consentito sul tuo plateatico. È una telefonata che ti evita di buttare via una fornitura intera perché non a norma.
Un'ultima cosa che vale per la stagione calda, quando i tavoli fuori lavorano a pieno ritmo: pensa anche al colore e alla manutenzione. Un telo chiaro riflette meglio il sole e si scalda meno, ma sporca prima e va sciacquato più spesso, mentre uno screen in tinta più scura nasconde la polvere della strada ma assorbe più calore. La scelta giusta dipende da quanto traffico ha la tua via e da quanto tempo hai per pulire i teli, e anche questo è bene deciderlo prima di ordinare, non dopo.
Alla fine la regola è semplice: scegli un tessuto nato per stare fuori, dagli un bordo zavorrato perché stia teso e un sistema che il tuo personale apra senza pensarci, e avrai un dehor che lavora bene da giugno a settembre invece di una tenda che combatti ogni giorno.