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Tendenze & Design

Tende in jacquard: dove valorizza e dove pesa

Il jacquard torna sulle tende: il motivo è tessuto, non stampato. Dove un disegno in rilievo valorizza la stanza e dove invece la appesantisce.

Tenda in tessuto jacquard con motivo in rilievo drappeggiata davanti a una finestra, con la luce radente che mette in risalto il disegno intrecciato nella trama

Capita spesso che un cliente entri in laboratorio con una foto salvata dal telefono, un tessuto visto in giro che gli ha fatto girare la testa, e quasi sempre quel tessuto è un jacquard. Si riconosce al tatto prima ancora che con gli occhi, perché il disegno non è steso sopra la stoffa ma sembra nascere da dentro, con un leggero rilievo che cambia a seconda di come gira la luce. È un tessuto che può dare moltissimo a una stanza, ma sbagliando finestra o abbinamento riesce anche ad appesantirla, e vale la pena capire prima dove ti conviene usarlo.

Il disegno è tessuto, non stampato: ecco perché cambia tutto

La differenza che conta davvero sta nel modo in cui nasce il motivo. In un tessuto stampato il disegno viene appoggiato sulla superficie, come un inchiostro, mentre nel jacquard il motivo è creato dall'intreccio stesso dei fili in fase di tessitura, dall'incrocio fra l'ordito e la trama. È per questo che, se giri il tessuto, il disegno lo ritrovi anche sul rovescio, in negativo, cosa che con una stampa non succederebbe mai. Non è un dettaglio da nerd dei telai, perché ha conseguenze molto pratiche sulla tenda che ti ritrovi in casa: non essendoci uno strato di colore appoggiato sopra, non c'è niente che si possa scrostare, sbiadire o consumare col tempo e con i lavaggi come succede a una stampa, e la texture regala alla stoffa una profondità e un rilievo che una superficie piatta non avrà mai. Il broccato, giusto per intenderci, è una versione più ricca e complessa dello stesso principio, con motivi più elaborati e spesso filati pregiati.

Dove il jacquard valorizza: finestre grandi e pareti tinta unita

Il jacquard dà il suo meglio quando ha spazio per respirare. Su una vetrata ampia o in un ambiente grande, un motivo di taglia media o grande ha modo di distendersi nelle pieghe e di raccontarsi, mentre la luce radente che entra di lato ne fa risaltare il rilievo in un modo che su un voile liscio non vedresti. L'abbinamento che funziona quasi sempre è quello con le pareti in tinta unita, perché così la tenda diventa il punto di carattere della stanza senza doversi contendere l'attenzione con altro. Se poi scegli un jacquard in fibre naturali come lino, cotone o un misto lana, sei perfettamente dentro il gusto di questa stagione, che riporta in primo piano le texture materiche e i tessuti che hanno una loro consistenza invece di apparire anonimi. È lo stesso ragionamento che vale per altri tessuti di struttura, ed è un tema che abbiamo affrontato parlando di come usare velluto goffrato e bouclé sulle tende senza appesantire la stanza.

Dove pesa: finestre piccole e stanze già cariche di fantasie

Lo stesso tessuto che su una grande vetrata è una meraviglia, su una finestra piccola rischia di diventare soffocante, perché il motivo non ha spazio per svilupparsi e si accartoccia tutto nelle poche pieghe disponibili, togliendo luce e sembrando semplicemente pesante. Il secondo errore che vediamo fare più spesso è mettere un jacquard a disegno marcato in una stanza già piena di fantasie, dove ci sono magari una carta da parati decorata, un tappeto a motivi e dei cuscini stampati: a quel punto gli occhi non sanno più dove guardare e l'ambiente diventa confuso e saturo. Non vuol dire rinunciare al jacquard, perché in questi casi la mossa giusta è passare a un jacquard tono su tono, in cui il motivo è nello stesso colore del fondo e si percepisce solo quando la luce lo accarezza: porti a casa la ricchezza della texture senza aggiungere un'altra fantasia che litiga con le altre.

Il campione va sempre guardato in piega e in controluce

Qui c'è il trucco che ti risparmia la delusione del giorno in cui monti la tenda. Il jacquard steso piatto sul bancone del negozio ti inganna, perché il suo bello, e a volte il suo troppo, si vede solo quando il tessuto lavora. Prima di decidere prendi il campione, mettilo in piega con le mani e guardalo in controluce, girandolo verso la finestra: il rilievo cambia completamente resa, un motivo che da fermo sembrava discreto può diventare molto più presente una volta arricciato, e viceversa. C'è poi una cosa che chi non lavora i tessuti tende a dimenticare, e cioè che il jacquard pesa e drappeggia più di un voile, perché ha più corpo. Questo significa che per avere pieghe belle piene e ordinate serve il giusto rapporto di arricciatura, con abbastanza tessuto in larghezza, altrimenti la tenda cade stentata e il disegno, invece di ondeggiare, resta appiattito e perde proprio quello per cui lo avevi scelto.

Jacquard o stampato: cosa cambia davvero nel tempo

La domanda che ci fanno quasi tutti, a questo punto, riguarda il prezzo, perché è vero che un buon jacquard costa più di uno stampato equivalente. La risposta onesta è che stai pagando due cose diverse. Con lo stampato porti a casa subito il colore e la fantasia che vuoi spendendo meno, ma ti tieni il rischio che con gli anni e con i lavaggi la stampa perda vivacità o si segni nelle zone più sollecitate. Con il jacquard spendi di più all'inizio, però il disegno non si può consumare, perché è la struttura stessa del tessuto, e la tenda invecchia molto meglio mantenendo la sua profondità. Se è una tenda che pensi di tenere a lungo, in un ambiente importante della casa, quella differenza di prezzo iniziale si ammortizza in fretta. Se invece ti piace cambiare spesso o stai vestendo una stanza di passaggio, uno stampato ben fatto è una scelta più che sensata, senza sensi di colpa.

Alla fine il jacquard non è un tessuto da usare ovunque per fare bella figura, ma uno strumento che rende al massimo quando gli dai spazio e una parete pulita su cui stagliarsi. Quando sei indeciso se il tuo ambiente lo regge, guardati intorno e conta le fantasie già presenti: se ce ne sono troppe, scegli il tono su tono e lascia che sia la luce, non il colore, a far parlare il disegno.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra un tessuto jacquard e uno stampato?

Nel jacquard il disegno nasce dall'intreccio dei fili durante la tessitura, quindi fa parte della struttura del tessuto e si vede anche sul rovescio. Nello stampato il motivo è appoggiato sulla superficie come un inchiostro, e con il tempo può sbiadire o segnarsi. Per questo il jacquard dura di più e non si consuma.

Il jacquard è adatto alle finestre piccole?

Un jacquard a disegno grande su una finestra piccola tende ad appesantire, perché il motivo non ha spazio per svilupparsi e si accartoccia nelle pieghe. Se la finestra è piccola conviene scegliere un jacquard tono su tono, in cui il disegno si percepisce solo con la luce senza caricare l'ambiente.

Perché il mio jacquard sembra diverso una volta appeso?

Perché il rilievo del jacquard cambia resa quando il tessuto va in piega e in controluce. Un motivo che da fermo sembra discreto può diventare molto più presente una volta arricciato. Per questo conviene sempre guardare il campione già piegato e verso la luce prima di decidere.

Quanto tessuto serve per una tenda in jacquard?

Il jacquard ha più corpo e drappeggia più di un voile, quindi per avere pieghe piene e ordinate serve il giusto rapporto di arricciatura, con abbastanza larghezza di tessuto. Con poca ampiezza la tenda cade stentata e il disegno resta appiattito, perdendo la sua profondità.

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