Tessuti ignifughi: permanente o trattato, cosa cambia
Due tessuti ignifughi possono sembrare uguali ma uno resta a norma per sempre e l'altro perde la protezione con i lavaggi: ecco cosa chiedere prima di comprare.
Sfogli il campionario per le tende del locale e trovi due tessuti che sembrano identici: stessa mano, prezzo simile, tutti e due dichiarati ignifughi. Ne scegli uno quasi a caso, e hai appena preso una decisione che tra qualche anno può costarti una sanzione o il rifacimento completo delle tende. Il motivo è che "ignifugo" non è una parola sola, perché dietro ci sono due mondi diversi, il tessuto ignifugo permanente e quello solo trattato, e la differenza non si sente toccando la stoffa, si vede nel tempo e davanti a un controllo.
Permanente vuol dire che è la fibra stessa a non bruciare
In un tessuto ignifugo permanente la resistenza al fuoco è dentro la fibra, non aggiunta sopra. Il caso più noto è il poliestere FR tipo Trevira CS, dove la proprietà antifiamma è incorporata nel polimero fin dalla produzione: il tessuto, invece di bruciare, tende a fondere e a spegnersi da solo, e lo fa per tutta la vita del tessuto, perché non c'è nessun trattamento che possa andarsene. Puoi lavarlo quante volte vuoi e la reazione al fuoco resta quella del primo giorno. È il motivo per cui questi tessuti sono nati proprio per teatri, cinema, alberghi e locali pubblici, dove la sicurezza deve durare e non ci si può affidare alla speranza che qualcuno rifaccia un trattamento ogni paio d'anni.
Il solo trattato decade con i lavaggi e col tempo
Il tessuto ignifugato, cioè solo trattato, parte invece da una stoffa normale che diventa ignifuga grazie a un trattamento applicato dopo, a bagno o a spruzzo. Sul momento funziona ed è perfettamente a norma, ma quel trattamento non è per sempre, perché si consuma con i lavaggi, soprattutto quelli industriali ad alta temperatura, e si degrada lentamente anche solo con il passare del tempo e con l'esposizione. Vuol dire che va periodicamente rifatto per restare validi, con un costo e una gestione che in molti scoprono soltanto dopo. Su una tenda o su un tovagliato che finisce in lavanderia ogni settimana, un ignifugo solo trattato è una protezione che se ne va senza avvisarti, e il problema è che il tessuto resta identico all'aspetto, quindi non c'è modo di accorgersene guardandolo: lo sai solo dal certificato.
Cosa ti chiede un controllo, e cosa rischi
Per i locali aperti al pubblico la legge non lascia margini, perché servono tessuti con reazione al fuoco certificata, e per tende, tendaggi e imbottiti il riferimento è la Classe 1 (indicata anche come 1IM per i materiali che possono prendere fuoco su entrambe le facce), secondo la norma UNI 9177 e il D.M. 26 giugno 1984. Negli alberghi camere e aree comuni vanno allestite con materiali idonei, e la cosa importante da sapere è che non basta che il tessuto sia a norma, perché in caso di controllo dei vigili del fuoco devi poter esibire il certificato di omologazione di quel tessuto. L'errore più comune, oltre a scegliere male, è proprio perdere o buttare quella documentazione, dato che senza il certificato anche un tessuto perfettamente ignifugo è come se non lo fosse, e il verbale arriva lo stesso.
L'errore che costa: innamorarsi del tessuto sbagliato
La scena che vediamo più spesso è questa: il gestore si innamora di un tessuto bellissimo che però non è ignifugo e lo fa trattare per metterlo in regola. All'inizio funziona. Poi passano gli anni e i lavaggi, il trattamento decade, e al primo controllo scopre che non è più a norma e deve rifare tutto, dal trattamento alle tende da capo. È lo stesso ragionamento che facciamo quando parliamo di quali tessuti sono davvero sicuri nel ristorante e cosa si rischia a non essere in regola. Il criterio pratico è distinguere in base all'uso, perché per tende e tovagliati che si lavano spesso conviene quasi sempre la fibra ignifuga permanente, che non ti tradisce, mentre per pezzi che non si lavano quasi mai, come certi pannelli o drappeggi fissi, il trattato può avere senso e costare meno.
Le domande da fare sempre al fornitore
Prima di comprare, quattro domande ti mettono al riparo, perché ti bastano la classe di reazione al fuoco, la norma di riferimento, la disponibilità del certificato di omologazione e soprattutto se l'ignifugo è permanente o solo trattato. Se il fornitore esita sull'ultima, hai già la risposta che ti serve. Va detto con onestà che il permanente in genere costa di più e lascia una scelta estetica un po' più ristretta rispetto a tutto il mondo dei tessuti normali, ma è un costo che eviti di pagare due volte e che ti toglie di dosso il pensiero del rifacimento e della sanzione.
Quando scegli il tessuto per un ambiente aperto al pubblico non guardare soltanto come sta sulla finestra, ma pensa a dove finirà tra cinque anni e a cosa risponderai davanti a un controllo. Se il pezzo si lava spesso la fibra ignifuga permanente è quasi sempre la scelta con cui dormi tranquillo, e la documentazione conservata con ordine vale quanto il tessuto stesso.
Domande frequenti
Che differenza c'è tra tessuto ignifugo permanente e trattato?
Nel permanente la resistenza al fuoco è dentro la fibra (come nel poliestere FR tipo Trevira CS) e dura tutta la vita del tessuto anche dopo i lavaggi. Il trattato parte da una stoffa normale resa ignifuga con un trattamento applicato dopo, che decade con lavaggi e tempo.
Un tessuto ignifugo trattato perde la protezione lavandolo?
Sì. Il trattamento ignifugante si consuma con i lavaggi, soprattutto quelli industriali ad alta temperatura, e va periodicamente rifatto per restare a norma. Il tessuto resta identico all'aspetto, quindi lo capisci solo dal certificato.
Quale classe di reazione al fuoco serve nei locali pubblici?
Per tende, tendaggi e imbottiti nei locali aperti al pubblico serve la Classe 1 (indicata anche 1IM), secondo la norma UNI 9177 e il D.M. 26 giugno 1984. In caso di controllo va esibito il certificato di omologazione del tessuto.
Cosa devo chiedere al fornitore prima di comprare un tessuto ignifugo?
Chiedi la classe di reazione al fuoco, la norma di riferimento, il certificato di omologazione e soprattutto se l'ignifugo è permanente o solo trattato. Per tende e tovagliati che si lavano spesso conviene quasi sempre la fibra permanente.
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