← Torna al blog

Questi sono i tessuti più sicuri nel tuo ristorante e cosa rischi se non sei in regola

Sala di ristorante elegante con tendaggi e sedute in tessuto ignifugo Classe 1

Se gestisci un ristorante, una pizzeria o un qualsiasi locale aperto al pubblico, c'è un controllo che prima o poi arriva e che riguarda anche i tessuti: tende, sipari, drappeggi e in molti casi le sedute imbottite. Sono gli stessi materiali che scegli per dare carattere alla sala, ma agli occhi della prevenzione incendi sono soprattutto combustibile potenziale, e la legge chiede che brucino male e lentamente. È un tema che mette in ansia tanti titolari, ma in realtà le regole sono più chiare di quanto sembri.

Oggi ti spiego cosa dice davvero la normativa, cosa significa "Classe 1" e cosa rischi se i tessuti del tuo locale non sono in regola.

Cosa vuol dire reazione al fuoco e perché esiste la Classe 1

La reazione al fuoco misura quanto un materiale partecipa all'incendio: con quanta facilità si accende, quanto velocemente propaga la fiamma, quanto gocciola e quanto fumo produce. In Italia la classificazione di riferimento nasce con il Decreto Ministeriale del 26 giugno 1984, che divide i materiali combustibili in classi da 1 a 5, dove la Classe 1 è la migliore tra i materiali che possono comunque bruciare, cioè quella che si infiamma con più difficoltà e propaga più lentamente. Esiste anche la Classe 0, riservata ai materiali del tutto incombustibili, ma un tessuto per sua natura non ci rientra. Per questo, quando si parla di tendaggi e arredi tessili nei locali pubblici, il livello che ti viene chiesto è proprio la Classe 1.

Perché la Classe 1 è obbligatoria

Nelle attività con grande presenza di pubblico, e un ristorante lo è a tutti gli effetti, per sipari, drappeggi e tendaggi, è richiesta la certificazione in Classe 1 di reazione al fuoco, e vale per le tende delle vetrine e delle sale, per i pannelli decorativi in tessuto e per i divisori morbidi con cui separi gli ambienti. Il punto che molti titolari sottovalutano è che la regola non guarda a quanto sia bello o pregiato il tessuto, ma solo a come si comporta davanti alla fiamma, e un magnifico lino naturale non trattato, da questo punto di vista, è esattamente ciò che la norma vuole tenere fuori da una sala.

L'omologazione e il certificato

Un tessuto è ignifugo a norma non perché lo dice il venditore, ma perché ha superato una prova in un laboratorio autorizzato e ha ottenuto l'omologazione del Ministero dell'Interno, e quel documento è ciò che conta e che ti verrà chiesto in caso di controllo. Ci sono però due dettagli pratici che ti conviene conoscere: il primo è che l'omologazione ha una validità di cinque anni e va rinnovata alla scadenza, quindi un certificato vecchio non è automaticamente valido per sempre; il secondo è che a ogni fornitura il produttore deve rilasciare una dichiarazione di conformità, che lega quel tessuto e quella partita al prototipo omologato. Senza quel foglio, in pratica, è come se la certificazione non esistesse, e questo è l'errore più frequente.

Attenzione ai trattamenti e ai lavaggi

C'è un'insidia tecnica però che in tanti sottovalutano: molti tessuti diventano ignifughi grazie a un trattamento applicato in fase di finissaggio, e un trattamento, a differenza di una fibra ignifuga in sé, può perdere efficacia con i lavaggi se non è di tipo permanente. Per le tende di un locale, che vengono lavate e rimesse su con una certa frequenza, questo fa una differenza enorme. Conviene quindi sapere fin dall'inizio se il tessuto è ignifugo in modo permanente oppure solo grazie a un trattamento, e in quel caso rispettare le indicazioni di manutenzione previste dall'omologazione, perché alterare o modificare il prodotto fa decadere la certificazione stessa.

Cosa rischi se non sei in regola

Qui l'onestà è doverosa, perché non si tratta solo di una sanzione amministrativa, che pure può essere salata, ma il problema serio arriva quando succede qualcosa: in caso di incendio, tessuti non a norma aggravano la responsabilità del titolare sul piano civile e penale e possono compromettere la copertura assicurativa proprio nel momento in cui ne avresti più bisogno. Un tendaggio certificato non è un costo da tagliare per risparmiare due euro al metro, ma è la parte del tuo arredo che, nel caso peggiore, dà a te e ai tuoi clienti qualche secondo in più per uscire. Gli stessi criteri valgono per qualsiasi ambiente ricettivo, e ne abbiamo parlato anche nella guida ai tendaggi per hotel, dove sicurezza ed estetica devono obbligatoriamente andare d'accordo.

Il consiglio che diamo sempre è semplice: quando ordini i tessuti per un locale pubblico, chiedi prima di tutto la classe di reazione al fuoco e fatti consegnare l'omologazione e la dichiarazione di conformità insieme alla merce. Se chi ti vende il tessuto fatica a darti quelle carte, hai già la risposta che ti serve.

❓ Domande Frequenti

Che classe di reazione al fuoco serve per le tende di un ristorante?
Per sipari, drappeggi e tendaggi nei locali con grande presenza di pubblico è richiesta la Classe 1 di reazione al fuoco, secondo la classificazione italiana introdotta dal D.M. 26 giugno 1984.
Quanto dura la certificazione di un tessuto ignifugo?
L'omologazione del Ministero dell'Interno ha una validità di cinque anni ed è rinnovabile alla scadenza. Decade automaticamente se il prodotto viene modificato.
Basta comprare un tessuto ignifugo per essere in regola?
No. Serve farsi consegnare l'omologazione e la dichiarazione di conformità che lega quella fornitura al prototipo omologato. Senza quei documenti, in un controllo, è come non avere la certificazione.
I trattamenti ignifughi resistono ai lavaggi?
Dipende. Alcuni tessuti sono ignifughi in modo permanente, altri grazie a un trattamento che può perdere efficacia con i lavaggi. Per le tende dei locali, lavate spesso, è un punto da verificare prima dell'acquisto.