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Guide e Tutorial

Tende con occhielli: come cucirle passo per passo

La guida del laboratorio per montare le tende a occhielli: nastro giusto, numero e distanza degli anelli, così cadono a onde regolari e mai storte.

Tenda in tessuto chiaro sul bancone del laboratorio con la fascia superiore ripiegata, alcuni occhielli metallici già applicati e altri anelli sfusi accanto al metro e alle forbici

Le tende a occhielli piacciono a tutti perché sembrano la cosa più semplice del mondo, basta infilare gli anelli nel bastone e via, eppure quando le monti a casa capita che invece di cadere a onde morbide e regolari facciano gonfiori storti, pieghe che vanno per conto loro o addirittura si aprano verso la stanza invece che verso il muro. Il bello è che il problema non è quasi mai il tessuto, ma quello che succede prima di applicare gli anelli, cioè nella fascia superiore che nessuno guarda. Dopo tanti anni passati a confezionarle in laboratorio ti posso dire che la resa di una tenda a occhielli si gioca tutta su tre numeri, il rinforzo, la distanza e l'abbondanza di stoffa, e se rispetti quelli il risultato è pulito come in vetrina.

Il rinforzo della fascia superiore regge tutto

Il primo errore che vediamo è montare gli anelli direttamente sul tessuto, senza irrigidire il bordo. L'occhiello è pesante e lavora in continuazione ogni volta che apri e chiudi, così su una stoffa lasciata morbida il foro col tempo si allarga, ondeggia e la piega non si forma più. La regola del mestiere è cucire nella fascia alta una tela para-occhielli termoadesiva, quello che in gergo si chiama buckram, alta in genere otto centimetri o poco più, che dà corpo al bordo e tiene l'anello in asse. Su un lino leggero o una voile serve un rinforzo più morbido, mentre su un tessuto pesante, magari oscurante o foderato, ci vuole una tela più rigida, altrimenti la fascia si affloscia sotto il peso. Prima di forare, quindi, la fascia va ripiegata, stirata e irrigidita: è quel passaggio invisibile che fa la differenza tra una tenda che dura e una che dopo un anno fa le orecchie.

Gli occhielli vanno sempre in numero pari

Questo è il trucco che sistema il novanta per cento delle tende storte, eppure quasi nessuno lo conosce. Gli anelli devono essere in numero pari, punto. Il motivo è pratico: con un numero pari la prima e l'ultima piega cadono nello stesso verso, cioè rivolte verso la finestra, così i due lati esterni della tenda si girano verso il muro e la coprono, invece di sventolare aperti verso la stanza. Se metti un numero dispari ti ritrovi un bordo che va bene e l'altro rovesciato, e per quanto tu la sistemi la tenda non starà mai simmetrica. Insieme al numero conta la posizione degli occhielli agli estremi: il primo e l'ultimo anello vanno tenuti a qualche centimetro dal bordo laterale, così la cimosa resta rivolta all'interno e nasconde la cucitura. Quando prepari il conto degli anelli parti sempre da qui, pari e ben distanziati dai lati, poi distribuisci il resto in mezzo.

La distanza tra un anello e l'altro decide l'onda

Una volta fissato il numero pari, la profondità dell'onda dipende da quanto sono lontani gli occhielli tra loro. La misura che usiamo di solito sta tra i quindici e i diciotto centimetri, e non è un capriccio: se li avvicini troppo la tenda fa tante piegoline strette e nervose, se li allontani troppo l'onda diventa larga e molle e la stoffa tende ad appiattirsi contro il vetro. Il primo occhiello lo posizioniamo in genere a poco più di tre centimetri dal margine superiore, così sopra l'anello resta un bordino che maschera i ganci e non lascia vedere il bastone attraverso il tessuto. Il consiglio pratico è non fidarsi mai del taglio a occhio: misura la larghezza finita della fascia, decidi il numero pari di anelli e dividi lo spazio in intervalli uguali, perché anche mezzo centimetro di differenza ripetuto su dieci occhielli alla fine si vede e ti ritrovi le onde irregolari. Se dopo il calcolo la distanza ti viene molto sotto i quindici o molto sopra i diciotto, cambia il numero di anelli finché non rientri, invece di forzare.

Calcola l'abbondanza di tessuto prima di tagliare

L'onda bella e piena nasce dalla stoffa in più, non dagli anelli, e qui si commette l'errore più costoso perché una volta tagliato il tessuto non si torna indietro. Per una tenda a occhielli con una buona pienezza il tessuto finito deve essere più largo del bastone secondo un fattore di arricciatura tra 1:2 e 1:2,5, quindi per coprire un metro di finestra servono all'incirca due metri, due metri e mezzo di stoffa in larghezza, a cui vanno aggiunti gli abbondi per gli orli laterali. Sotto il doppio la tenda resta tirata e povera, sopra il 2,5 diventa un drappeggio importante che ha senso solo su tessuti leggeri e finestre alte. La domanda che ci fanno quasi tutti è quanta stoffa ordinare, e la risposta è di calcolare prima la larghezza con l'arricciatura e solo dopo decidere il numero degli anelli, mai il contrario. Se vuoi approfondire i conti sulle metrature, li abbiamo raccolti nella guida su quanto tessuto ordinare al metro senza sprechi, che vale per tutte le confezioni, non solo per gli occhielli.

Scegli l'anello giusto per il tuo bastone

L'ultimo passo è il più banale a dirsi e il più sbagliato a farsi: l'occhiello deve scorrere libero sul bastone, senza forzare e senza ballare. La regola è tenere il diametro interno dell'anello circa un centimetro più grande del bastone, così ad esempio su un tubo da ventotto o trenta millimetri si lavora bene con occhielli da quaranta millimetri interni, che scorrono morbidi e non graffiano. Se scegli un anello troppo stretto la tenda si impunta e la tiri a strappi, se lo scegli troppo largo ciondola e l'onda perde ordine. Prima di comprarli, quindi, misura il diametro reale del bastone, perché tra un modello classico in legno e un tubo sottile in metallo il gioco cambia, e a quel punto è utile aver già deciso il sistema di sospensione: se hai dubbi tra le varie soluzioni trovi un confronto nella guida su le differenze tra binario e bastone.

Quando sei indeciso su una misura, parti sempre dal numero pari e da una distanza dentro i quindici-diciotto centimetri, perché sono quei due valori a tenere in riga tutto il resto: rispettali e la tenda cadrà a onde regolari fin dal primo montaggio, senza doverla aggiustare a mano ogni volta che la apri.

Domande frequenti

Quanti occhielli servono per una tenda?

Vanno sempre in numero pari, così la prima e l'ultima piega cadono verso la finestra e i lati si girano verso il muro. Il numero preciso dipende dalla larghezza finita e dalla distanza scelta tra un anello e l'altro, in genere tra 15 e 18 centimetri.

A che distanza si mettono gli occhielli nelle tende?

La distanza consigliata è tra i 15 e i 18 centimetri tra un occhiello e l'altro. Più li avvicini più le pieghe diventano strette, più li allontani più l'onda si allarga e la tenda tende ad appiattirsi. Il primo anello si posiziona a poco più di 3 centimetri dal bordo superiore.

Quanto tessuto serve per una tenda a occhielli?

Per avere onde piene serve un fattore di arricciatura tra 1:2 e 1:2,5, quindi da due a due volte e mezzo la larghezza del bastone, più gli abbondi per gli orli laterali. Sotto il doppio la tenda resta tirata e povera di pieghe.

Quale diametro di occhiello scegliere per il bastone?

Il diametro interno dell'anello deve essere circa un centimetro più grande del bastone. Su un tubo da 28 o 30 millimetri si lavora bene con occhielli da 40 millimetri interni, che scorrono liberi senza forzare né ballare.

Perché la tenda a occhielli si apre verso la stanza?

Quasi sempre perché gli anelli sono in numero dispari. Con un numero pari i bordi laterali si girano verso il muro e la tenda resta simmetrica, mentre con un numero dispari un lato cade rovesciato verso la stanza e non si riesce a sistemare.

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