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Storie di Progetti

Come insonorizzare lo studio in casa con tende e tessuti

Lo studio in casa rimbomba e la voce esce ovattata nelle call? Ecco come abbiamo abbattuto l'eco con tende pesanti, pannelli in tessuto e tappeti.

Studio in casa insonorizzato con tende pesanti a pieghe fitte e pannelli fonoassorbenti in tessuto alle pareti

Da quando lavorare da casa è diventato normale, ci è capitato più di una volta di ricevere la stessa richiesta: la stanza dove faccio le videochiamate rimbomba, la mia voce esce ovattata e a fine giornata sono stanco morto. Chi ci chiama pensa quasi sempre di avere un problema di microfono, e invece nove volte su dieci il problema è la stanza, non la tecnologia. Uno studio ricavato in una camera svuotata, con pareti nude e pavimento duro, si comporta come una piccola cassa armonica, e quel riverbero è esattamente ciò che rende faticose le call.

Ti raccontiamo come abbiamo affrontato uno di questi ambienti lavorando solo sui tessuti, perché è la strada che conosciamo meglio e, quando la stanza è già finita e arredata, spesso è anche la più sensata.

Il rimbombo nasce dalle superfici dure e parallele

La prima cosa da capire è da dove arriva l'eco, e per farlo basta guardarsi intorno con un orecchio diverso. In uno studio tipico trovi pareti lisce e vuote, una bella vetrata, magari un pavimento in gres o in parquet e pochissime superfici morbide, così il suono rimbalza tra due pareti parallele e continua ad andare avanti e indietro prima di spegnersi, ed è quel rimbalzo che senti come riverbero metallico. Più la stanza è squadrata e nuda, più il fenomeno è marcato. Il segnale a cui fare attenzione è semplice: se batti le mani in mezzo alla stanza e senti una piccola coda di suono che continua, quella coda è il tuo problema, ed è esattamente ciò che il microfono cattura insieme alla voce.

Non confondere assorbire l'eco con isolare dai rumori

Qui devo essere onesto, perché è l'equivoco più comune. I tessuti assorbono il riverbero dentro la stanza e rendono la voce più pulita e calda, ma non ti isolano dai rumori che arrivano da fuori o dalla stanza accanto, perché quello è isolamento acustico, un lavoro completamente diverso che si fa con la massa, cioè contropareti, porte pesanti e serramenti a doppio vetro. Sono due problemi distinti che si risolvono in due modi distinti, ed è giusto saperlo prima di spendere. Se il tuo fastidio è la voce che suona in una scatola durante le call siamo nel campo giusto e i tessuti fanno un gran lavoro, mentre se senti il vicino o il traffico i tessuti aiutano poco e serve un intervento edile.

Tende pesanti e ricche di pieghe, non solo appese

La tenda è il primo alleato, ma a una condizione che quasi tutti sottovalutano: conta la quantità di tessuto e la profondità delle pieghe, non la semplice presenza di un telo alla finestra. Una tenda tesa e sottile riflette il suono quasi come il vetro, mentre una tenda pesante e molto arricciata, con abbondanza di stoffa e pieghe fitte, crea quella superficie irregolare e morbida che cattura le onde sonore invece di rimandarle. Per questo, quando l'obiettivo è anche acustico, montiamo tende con un'abbondanza di tessuto generosa rispetto alla larghezza della finestra e privilegiamo velluti o tessuti corposi. Se ti interessa capire fino in fondo questo principio lo abbiamo raccontato anche parlando di come togliere il rimbombo con i tessuti in un open space, dove il meccanismo è identico ma su scala più grande.

I pannelli in tessuto vanno nei punti di prima riflessione

Sulle pareti nude abbiamo appeso pannelli fonoassorbenti rivestiti in tessuto, che dall'esterno sembrano quadri o riquadri decorativi e dentro nascondono un materiale che assorbe il suono. Il punto delicato non è quanti ne metti, ma dove li metti, perché vanno posizionati nei cosiddetti punti di prima riflessione, cioè sulle pareti laterali all'altezza in cui la tua voce rimbalza per prima prima di tornarti addosso, e sulla parete di fronte alla scrivania. Un trucco pratico che usiamo per individuarli è farsi aiutare da qualcuno che fa scorrere uno specchietto lungo la parete mentre sei seduto al tuo posto, perché nel punto in cui, guardando lo specchio, vedi riflessa la fonte del suono, lì il pannello lavora al massimo. Metterli a caso, magari tutti dietro le spalle, è l'errore che vanifica metà del lavoro.

Il pavimento e le sedute chiudono il cerchio

Restava il pavimento, che in questi ambienti è quasi sempre duro e continua a rimandare il suono verso l'alto, quindi un tappeto di buona consistenza, meglio se con un sotto-tappeto morbido, spegne quella riflessione dal basso e cambia subito la sensazione della stanza. Allo stesso modo una seduta imbottita e qualche cuscino corposo aggiungono altra superficie morbida utile, e in una stanza dove prima non c'era nulla di tessile fanno una differenza che si sente parlando. La regola che ci portiamo dietro dal laboratorio è che ogni superficie morbida in più aiuta, perché non esiste il singolo intervento magico ed è la somma di tende, pannelli, tappeto e imbottiti a trasformare davvero l'ambiente.

Il risultato di un lavoro così è una voce più calda, un'eco molto ridotta e una stanza semplicemente più piacevole in cui stare per ore. Se parti da uno studio che rimbomba comincia dalle tende pesanti e dal tappeto, che sono gli interventi più semplici e reversibili, e aggiungi i pannelli dove servono davvero: quando sei indeciso, punta sempre su più tessuto e più morbidezza, perché in acustica domestica è quello che paga.

Domande frequenti

Le tende bastano per insonorizzare una stanza?

Le tende pesanti e ricche di pieghe assorbono molto bene l'eco e il riverbero interno, rendendo la voce più pulita nelle call. Non isolano però dai rumori esterni: per quello serve un intervento edile con contropareti e serramenti pesanti.

Che differenza c'è tra fonoassorbimento e isolamento acustico?

Il fonoassorbimento riduce l'eco dentro la stanza e migliora il comfort e la voce. L'isolamento acustico impedisce al rumore di entrare o uscire e si ottiene con la massa, cioè pareti, porte e vetri pesanti. Sono due lavori diversi.

Dove vanno messi i pannelli fonoassorbenti in uno studio?

Nei punti di prima riflessione, cioè sulle pareti laterali all'altezza della voce e sulla parete di fronte alla scrivania. Metterli tutti dietro le spalle è l'errore più comune e ne riduce di molto la resa.

Il pavimento influisce sul rimbombo?

Sì, un pavimento duro rimanda il suono verso l'alto. Un tappeto di buona consistenza, meglio con un sotto-tappeto morbido, spegne quella riflessione e migliora subito l'acustica della stanza.

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