Ci è capitata tra le mani una sala da pranzo come tante di quelle di oggi, aperta sulla cucina in un unico grande ambiente, bella e luminosa da vedere ma con un difetto che i proprietari faticavano a mettere a fuoco: a cena le voci rimbombavano, ci si ritrovava ad alzare il tono per farsi sentire e alla fine della serata la testa era stanca. Non era un problema di rumore dei vicini, era la stanza stessa a rimbombare, e la buona notizia è che si è risolto senza toccare un muro, lavorando solo sui tessuti.
Prima di raccontarti cosa abbiamo fatto, serve una distinzione che in laboratorio ripetiamo spesso, perché è quella che fa scegliere bene: un conto è il riverbero, cioè l'eco che si crea dentro la stanza e che i tessuti curano benissimo, un altro è l'isolamento acustico, cioè bloccare i rumori che passano da un ambiente all'altro, che è una faccenda diversa e strutturale. Qui parliamo del primo.
Perché in un open space il suono rimbomba
Il motivo è tutto nelle superfici. In un ambiente moderno di questo tipo ci sono piastrelle, vetro, top in quarzo, ante lisce e laccate, tutte superfici dure che riflettono il suono come uno specchio riflette la luce, mentre mancano quasi del tutto i materiali morbidi capaci di assorbirlo. Ogni parola pronunciata a tavola rimbalza più volte tra pavimento, pareti e soffitto prima di spegnersi, e questa coda sonora è ciò che chiamiamo riverbero: più è lunga, più le voci si sovrappongono e più fatichi a seguire una conversazione. In cucina il problema si sente ancora di più, perché alle voci si aggiungono stoviglie e cappa.
La regola che conta: la quantità di tessuto
La prima leva, e la più potente, sono le tende. Qui però l'errore tipico è pensare che basti appendere un telo qualsiasi alla finestra, mentre la verità di mestiere è un'altra: conta la quantità di tessuto più della sua tensione. Una tenda ampia, pesante e ricca di pieghe assorbe molto più energia sonora di un telo teso e sottile, perché è la massa morbida di stoffa, con tutte le sue arricciature, a intrappolare il suono. Per questo abbiamo scelto tessuti di un certo peso, montati a tutta altezza dal soffitto fino a terra e con abbondanza generosa, aggiungendo dove serviva un doppio strato, perché due tele lavorano meglio di una. Secondo le stime di settore una tenda pesante ben dimensionata può abbassare il tempo di riverbero anche fino a circa il 40 per cento, e in ambiente si sente eccome.
Il tappeto sotto il tavolo, l'alleato sottovalutato
Se le finestre sono la prima parete da vestire, il pavimento è la superficie che quasi tutti dimenticano, ed è un peccato perché è enorme e durissima. Un tappeto sotto il tavolo da pranzo copre proprio la zona dove le persone parlano e taglia le riflessioni che rimbalzano tra terra e soffitto, e a parità di sforzo è spesso l'intervento che rende di più. Meglio sceglierlo di buona consistenza e abbastanza grande da sporgere oltre le sedie anche quando sono scostate, così lavora davvero e non resta un francobollo sotto il tavolo.
Cuscini, imbottiti e la parete più dura
Le tende e il tappeto fanno la parte del leone, ma il resto si gioca aggiungendo massa morbida dove il suono batte di più. Sedute imbottite al posto di sedie tutte rigide, qualche cuscino sul divano vicino alla zona pranzo, una libreria aperta e piena che spezza le riflessioni: sono tutti piccoli assorbitori che sommati contano. La regola pratica che usiamo è semplice, cioè guardare qual è la parete grande e nuda più vicina al tavolo, di solito quella che fa da sfondo, e vestirla con qualcosa di tessile, perché è lì che l'eco si forma con più forza. Se invece l'ambiente è davvero un unico open space e vuoi anche separarlo un po', puoi ottenere due risultati in uno dividendo lo spazio con una tenda al posto del muro.
Cosa i tessuti non fanno (ed è giusto dirlo)
Qui torna la distinzione dell'inizio, perché è la cosa più onesta che possiamo dirti. I tessuti riducono il riverbero e ammorbidiscono l'acustica interna, e su quello il risultato a tavola si sente subito, ma non insonorizzano dai rumori veri della cucina come la cappa accesa o le stoviglie che sbattono, e non isolano dai vicini: quelli sono problemi di isolamento acustico, che si affrontano in tutt'altro modo. Se il tuo obiettivo è un abbattimento tecnico spinto servono pannelli acustici dedicati, ed è la stessa logica con cui, in un locale pubblico, abbiamo raccontato come risolvere il rumore con la tappezzeria giusta.
Il bello di questo intervento è che non chiede cantiere né polvere: bastano le scelte tessili giuste, fatte con criterio, per trasformare una stanza che rimbomba in una dove ci si sente parlare a voce normale. Quando puoi, parti dalle tende e dal tappeto, che sono il cuore del lavoro, e aggiungi il resto solo dove serve.