← Torna al blog

Come recuperare la dinette della barca dopo l'inverno

Dinette interna di una barca con cuscineria rinnovata, tessuti puliti e ordinati, luce che entra dagli oblò

Ogni primavera, quando le barche tornano in acqua, in laboratorio arriva empre qualcuno con i cuscini della dinette consumati o scoloriti, e la domanda è quasi la stessa: "Secondo te è tutto da rifare?"

Quasi mai lo è, perché la cuscineria interna di una barca, anche quando sembra molto rovinata, in realtà può essere stata anche molto resistente, e quindi non c'è bisogno di ripartire da zero e soprattutto di spendere anche tanto. 

Cosa succede ai cuscini durante l'inverno

Quando la barca resta chiusa per mesi durante l’inverno, la tappezzeria interna deve fare i conti con un grande nemico: la mancanza d'aria. Senza ventilazione, l'umidità si deposita ovunque e te ne accorgi subito dalle macchie scure che compaiono vicino alle cuciture delle fodere o da quel velo di muffa che inizia a formarsi negli angoli. Se a questo aggiungi la luce del sole che batte sempre nello stesso punto attraverso gli oblò, il danno è fatto: i tessuti perdono colore a chiazze, lasciando la seduta sbiadita da un lato e ancora viva dall'altro.

Ma il vero problema spesso si nasconde dentro: se per i cuscini è stata usata un’imbottitura sbagliata, questa assorbe l’umidità come una spugna senza riuscire a smaltirla, il cuscino diventa stranamente pesante e, se lo premi con la mano, resta schiacciato invece di tornare subito alla sua forma originale.

Cosa si pulisce e cosa va sostituito

Il primo passo è sempre una buona diagnosi iniziale: molti aloni e gran parte delle macchie superficiali se ne vanno con un lavaggio fatto come si deve, soprattutto se le fodere sono sfoderabili e il tessuto è di qualità. La muffa, invece, è più insidiosa, perché se ha solo sfiorato la superficie si tratta, ma quando ha attecchito in profondità nell'imbottitura quella parte va sostituita, e non c'è pulizia che tenga.

Il tessuto scolorito, è una questione estetica più che igienica, e qui la scelta dipende da quanto dà fastidio: a volte si gira la fodera, a volte si rifà solo la faccia a vista, a volte si convive con una patina che fa parte della vita di bordo. Sul recupero dei tessuti sbiaditi siamo entrati nel dettaglio in questo articolo dedicato, che è il punto di partenza quando il problema è soltanto il colore.

Quando basta rifoderare e quando si deve rifare l'interno

La parte interessante di un recupero è che quasi mai si interviene su tutto allo stesso modo. Capita di tenere le imbottiture buone e rifare solo le fodere, perché magari la schiuma è ancora sana ma il tessuto è andato; capita il contrario, fodere recuperabili e imbottitura da cambiare perché ha preso umidità e odore. Quando si arriva a rifare l'interno è il momento giusto per correggere l'errore originale, scegliendo una schiuma adatta all'ambiente di bordo invece di rimettere la stessa imbottitura domestica che aveva fatto danni.

Abbiamo affrontato proprio questo nodo, quale imbottitura regge l'umidità della barca, nell'articolo sulla cura dei cuscini di bordo. Rifoderare costa meno che rifare da capo, e su una dinette dove i cuscini sono tanti la differenza di spesa tra recuperare e ricomprare tutto è enorme.

Recuperare non vuol dire rifare tutto

L'errore più comune, e anche il più caro, è ragionare in blocco: o butto tutto o non faccio niente. La cuscineria di una dinette è fatta di pezzi diversi, ognuno con la sua storia, e trattarli come un unico oggetto da sostituire significa quasi sempre spendere più del necessario. Lo schienale che sta all'ombra può essere ancora ottimo mentre la seduta esposta è da rifare, il cuscino del quadrato è logoro mentre quelli delle cuccette sono intatti. Guardarli uno per uno, decidere pezzo per pezzo, è ciò che trasforma una spesa da rifacimento totale in un recupero ragionato.

Come prevenire questi danni

Il recupero migliore è quello che non serve, e su una barca dipende quasi tutto da come si lasciano i cuscini durante la sosta. L'errore che porta più lavoro in primavera è chiuderli accatastati uno sull'altro in una cabina sigillata, dove l'umidità non ha via d'uscita e resta intrappolata per mesi. Quando puoi conviene portare la cuscineria a casa, all'asciutto, oppure lasciarla a bordo ma in piedi e distanziata, così l'aria gira intorno a ogni pezzo; sfilare le fodere o almeno aprire le cerniere aiuta l'imbottitura a respirare, e in cabina un piccolo deumidificatore o dei sali assorbiumidità fanno una differenza enorme. Te lo dico perché gran parte dei recuperi più costosi che vediamo nascono tutti dallo stesso punto, mesi di umidità ferma che si poteva evitare con mezz'ora di attenzione a fine stagione.

Alla fine, recuperare la cuscineria di una dinette dopo l'inverno è soprattutto una questione di sguardo: invece di chiederti se è tutto da buttare, chiediti cosa di tutto questo è ancora buono. 

❓ Domande Frequenti

I cuscini della dinette ammuffiti dopo l'inverno sono da buttare?
Non per forza. Se la muffa ha solo sfiorato la superficie del tessuto si tratta con un lavaggio adeguato; se invece ha attecchito in profondità nell'imbottitura, va sostituita solo quella parte. La diagnosi viene prima di qualsiasi decisione.
Come si tolgono gli aloni dell'invernaggio dalle fodere?
Molti aloni e macchie superficiali se ne vanno con un lavaggio corretto, soprattutto se le fodere sono sfoderabili e il tessuto è di buona qualità. Spesso si recuperano cuscini che si davano per persi.
Conviene rifoderare o rifare da capo la cuscineria?
Dipende dallo stato di tessuto e imbottitura. Se la schiuma è sana basta rifare le fodere; se l'imbottitura ha preso umidità e odore va cambiata. Rifoderare costa molto meno che rifare tutto, e su una dinette con tanti cuscini il risparmio è notevole.
Perché alcuni cuscini si scoloriscono solo da un lato?
Perché la luce che entra dagli oblò batte sempre nello stesso punto, scolorendo il tessuto in modo disomogeneo. Si può girare la fodera, rifare solo la faccia a vista o convivere con la patina, a seconda di quanto disturba.