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Guide e Tutorial

Come rivestire una poltrona imbottita passo per passo

La guida del laboratorio per rifoderare da soli una poltrona imbottita senza pieghe: dallo smontaggio al taglio del tessuto fino agli angoli puliti.

Poltrona in fase di rivestitura sul banco del laboratorio con la vecchia fodera staccata, graffette, levapunti e un rotolo di tessuto nuovo

Hai una poltrona a cui sei affezionato, magari comoda come poche, ma il tessuto è ormai liso sui braccioli e sbiadito dove batte il sole, e ti sei convinto che l'unica strada sia buttarla. Prima di arrenderti, sappi che rifoderarla da solo è molto meno difficile di quanto pensi, a patto di lavorare con ordine e di non avere fretta. In laboratorio la domanda che ci fanno quasi tutti è se ne valga la pena, e la risposta quasi sempre è sì: una struttura in legno sana vale molto più della fodera che la ricopre, e con un pomeriggio di lavoro puoi restituire vita a un pezzo che altrimenti finirebbe in discarica.

Prima di tagliare, guarda se la struttura merita davvero

La regola del mestiere è semplice: si riveste ciò che sotto è solido. Spingi con le mani sui braccioli e sulla seduta, ascolta se il telaio scricchiola, controlla che le giunzioni del legno non si muovano e che l'imbottitura non sia sbriciolata sotto le dita. Se il fusto è sano e la gommapiuma tiene ancora, rivestire conviene sempre; se invece il legno è tarlato o le molle sono cedute, il discorso cambia e vale la pena ragionarci con calma, come abbiamo spiegato nella guida su quando conviene recuperare una vecchia poltrona. Un tessuto nuovo su un'imbottitura stanca è denaro e fatica buttati, perché in poche settimane torneranno fuori gli avvallamenti che credevi di aver nascosto.

Prepara gli attrezzi giusti, altrimenti ti fermi a metà

Nulla scoraggia più che iniziare e accorgersi che manca l'utensile che serve, quindi mettili tutti sul banco prima di cominciare. Ti servono un levapunti per togliere le vecchie graffe senza rovinare il legno, un cacciavite piatto per fare leva, una graffatrice a punti (meglio pneumatica o elettrica) con le relative graffette, forbici da sarto ben affilate, un metro morbido, il gesso da sarto per i segni e, per le rifiniture a mano, un ago curvo con del filo forte. Tieni a portata anche un paio di pinze robuste per tirare il tessuto negli angoli difficili: sono quelle che fanno la differenza tra una piega e un angolo pulito.

Smonta la vecchia fodera e usala come cartamodello

Questo è il passaggio in cui si gioca tutto, perché la vecchia fodera è il tuo cartamodello già pronto e non dovrai inventarti nulla. Prima di mettere mano al levapunti, però, fai una cosa che in laboratorio non saltiamo mai: fotografa ogni fase dello smontaggio, così quando dovrai rimontare avrai sotto gli occhi l'ordine esatto dei pezzi e delle sovrapposizioni. Togli le graffe con pazienza, stacca un pezzo alla volta e, man mano che li rimuovi, numerali sul retro con il gesso e segna con una freccia il verso di montaggio, perché seduta, schienale e braccioli si somigliano ma non sono intercambiabili. L'errore più comune è strappare via tutto in fretta per liberare la poltrona: ti ritrovi con un mucchio di stracci uguali e nessun riferimento, e ricostruire le misure da zero diventa un incubo. Conserva anche le vecchie imbottiture e i cartoni di rinforzo se sono ancora buoni, perché ti diranno spessori e posizioni.

Ordina il tessuto giusto, con i margini di rincalzo

Quando i vecchi pezzi sono stesi sul tavolo puoi misurarli e capire quanto tessuto comprare, ma qui si annida l'errore che vediamo più spesso: tagliare il tessuto nuovo alla misura netta, senza margini. Ogni pezzo va tenuto abbondante di qualche centimetro su tutti i lati, perché quel margine di rincalzo è ciò che ti permette di tirare, girare sotto e graffare senza restare corto proprio sull'angolo. Per non sbagliare i conti, tieni a mente il verso del pelo o del disegno (su un velluto o un tessuto rigato tutti i pezzi devono andare nello stesso senso, altrimenti la luce li fa sembrare di due colori diversi) e aggiungi sempre una riserva per gli imprevisti: come regola pratica trovi tutto nella nostra guida su quanto tessuto serve per rifoderare una seduta, che vale anche per la poltrona ragionando pezzo per pezzo. Sulla scelta della stoffa non risparmiare sulla resistenza: per una poltrona che userai tutti i giorni punta a un tessuto da almeno 20.000-25.000 cicli Martindale, il parametro che misura la tenuta all'abrasione e che ti dice se il rivestimento reggerà negli anni o si consumerà in una stagione.

Riveste dal centro verso gli angoli, mai il contrario

La rivestitura segue un ordine preciso che parte dai pezzi interni verso quelli esterni: prima la seduta, poi lo schienale, quindi i braccioli e infine la fascia inferiore che chiude il fondo. Su ogni pezzo il segreto per non fare pieghe è uno solo: appoggia il tessuto, mettine una graffa al centro di ogni lato e poi lavora verso gli angoli, tirando in modo uniforme e alternando i lati opposti così che la tela resti sempre in tensione. Non graffare mai tutto un lato di fila, perché spingeresti l'eccesso di tessuto verso l'angolo e lì si formerebbe la piega che poi non togli più. Agli angoli il tessuto va piegato con cura, come si fa con la carta di un pacco regalo, nascondendo la piega sotto e fermandola con una graffa ben tirata. Per chiudere il fondo, applica una tela di sottofondo (la classica tela nera antipolvere) che copre le graffe a vista, e rifinisci i bordi in vista con semini o con un bordino cucito a mano usando l'ago curvo, il dettaglio che distingue un lavoro fatto bene da un rattoppo.

Il resto è pazienza e mano ferma: se un pezzo non ti convince, meglio togliere le graffe e ritirare il tessuto piuttosto che lasciare una grinza che ti darà fastidio ogni volta che ci passi accanto. Quando sei indeciso se una piega si sistemerà da sola, non fidarti: rifalla subito, perché il tessuto teso non perdona e le pieghe non spariscono con il tempo, si fissano.

Domande frequenti

Conviene rivestire una poltrona o comprarne una nuova?

Se il telaio in legno è sano e l'imbottitura tiene ancora, rivestire conviene quasi sempre, perché la struttura vale molto più della fodera che la ricopre. Se invece il legno è tarlato o le molle sono cedute, vale la pena valutare con calma se il recupero abbia senso.

Quanto tessuto serve per rivestire una poltrona?

Si misurano i vecchi pezzi della fodera tenendoli come cartamodello e si aggiungono sempre alcuni centimetri di margine di rincalzo su ogni lato, più una riserva per rispettare il verso del disegno o del pelo.

Che tessuto scegliere per una poltrona usata ogni giorno?

Meglio un tessuto resistente all'abrasione, con almeno 20.000-25.000 cicli Martindale, così il rivestimento regge negli anni. Va rispettato il verso del pelo o del disegno su tutti i pezzi.

Come si evitano le pieghe quando si riveste?

Si mette una graffa al centro di ogni lato e si lavora verso gli angoli tirando in modo uniforme, alternando i lati opposti. Non si graffa mai tutto un lato di fila, altrimenti l'eccesso di tessuto si accumula sull'angolo.

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