Capita spesso che ci arrivi la stessa richiesta, formulata in mille modi diversi: c'è un open space o un monolocale dove la zona notte e la zona giorno vivono nello stesso ambiente, e si vorrebbe separarle senza tirare su un muro. A volte è per ricavare un angolo studio in un salotto, altre per non avere il letto sotto gli occhi appena si entra, ma il ragionamento di partenza è sempre lo stesso, cioè creare un confine senza rinunciare alla luce e senza intraprendere opere murarie. La risposta, nella gran parte dei casi, è una tenda divisoria, che negli ultimi tempi è tornata di grande attualità perché si sposa con la tendenza dei confini morbidi in tessuto, quelli che dividono senza chiudere. Ecco come affrontiamo un lavoro del genere e cosa conviene sapere prima di partire.
Si parte sempre dall'uso, non dal tessuto
La prima domanda che facciamo non riguarda il colore o il modello, ma a cosa serve davvero quella separazione, perché la risposta cambia tutto il progetto. Un conto è se ti basta schermare la vista, cioè non vedere il letto dal divano e avere un minimo di intimità, un altro è se vuoi anche attutire un po' la luce e i rumori tra le due zone. Nel primo caso te la cavi con un tessuto anche medio, nel secondo servono peso e magari un doppio strato. Definire l'uso prima di scegliere il tessuto è ciò che evita l'errore più comune, cioè montare una tenda troppo leggera che non fa il suo lavoro, oppure una troppo pesante e costosa dove ne bastava una più semplice.
Il binario a soffitto è il cuore del lavoro
La parte tecnica su cui non si transige è il sistema di sospensione, perché una tenda divisoria non lavora come una tenda da finestra: è più grande, la manovri di continuo e deve reggere il peso di un tessuto importante. Per questo montiamo un binario a soffitto robusto, ancorato bene alla struttura, che sopporta il carico e permette di aprire e chiudere la divisione con un solo gesto scorrevole. Il binario a soffitto ha anche un vantaggio estetico non da poco, perché resta quasi invisibile e dà l'impressione che il tessuto scenda direttamente dall'alto, un effetto molto più pulito di un bastone in vista. Se poi lo spazio ha angoli o rientri, si può usare un binario curvabile che segue il perimetro e chiude anche gli spigoli, così la separazione non lascia spifferi di vista sui lati.
Il tessuto giusto: peso, altezza e un po' di consistenza
Perché una tenda faccia davvero da parete morbida deve avere corpo. Un tessuto pesante, o meglio ancora un doppio strato, dà consistenza alla divisione, la fa cadere piena e le regala quel minimo di fonoassorbenza che smorza il passaggio dei suoni tra una zona e l'altra. L'altro accorgimento che fa la differenza è l'altezza, perché la tenda va portata da soffitto a pavimento, senza luce sopra né sotto, dato che è la continuità del tessuto a dare l'effetto di vera parete e non di semplice tendaggio. E come per ogni tenda importante conta l'abbondanza, cioè prevedere metratura sufficiente perché il tessuto cada morbido e non tirato: sono gli stessi principi per cui conviene montare le tende alte fino al soffitto, che qui diventano ancora più decisivi.
I vantaggi veri rispetto a un muro
Il motivo per cui questa soluzione conquista chi la prova è che offre quasi tutto quello che dà un muro, senza i suoi difetti. È reversibile, quindi se domani cambi idea o cambi casa la smonti senza lasciare traccia, non richiede permessi né opere, quindi niente cantiere, polvere e tempi lunghi, e costa una frazione di una parete in muratura. In più fa cose che un muro non sa fare, perché la apri quando vuoi per riavere l'ambiente unico e luminoso, e la stacchi per lavarla quando serve. Per chi vive in affitto o in spazi che devono restare flessibili, è spesso la sola separazione che ha davvero senso.
Cosa non aspettarti, con onestà
Sarei disonesto a lasciarti credere che una tenda equivalga a una parete, perché non lo è. Una tenda separa visivamente e crea intimità, ma non insonorizza davvero, quindi tra le due zone continueranno a passare i suoni e gli odori, seppur attenuati. È perfetta per non avere il letto in vista o per ritagliare un angolo raccolto, non per isolare acusticamente una stanza dall'altra: se il tuo problema è soprattutto il rumore, il tessuto aiuta ma va inserito in un ragionamento più ampio, un po' come quando spieghiamo che un ambiente rumoroso si può migliorare con la tappezzeria giusta, sapendo però cosa il tessuto può e non può fare. Detto questo, per il compito che quasi tutti hanno in mente, cioè dividere con grazia senza chiudere, una tenda ben progettata resta la soluzione più intelligente, morbida e a misura d'ambiente che ci sia.
Quando ci si trova davanti a un open space da organizzare, la tentazione di alzare un muro è forte, ma spesso la risposta migliore è più leggera: un binario solido a soffitto e il tessuto giusto ti danno un confine che c'è quando serve e sparisce quando vuoi, e questo, in una casa che deve cambiare con te, vale più di una parete fissa.