All’inizio della stagione capita spesso che i bottoni automatici del tendalino o della cuscineria di coperta si blocchino a causa della salsedine, rischiando di lacerare il tessuto quando si fa forza per aprirli. E questo problema, molto comune in ambito nautico, dipende quasi sempre dall'utilizzo di materiali non idonei al contatto prolungato con l'ambiente marino.
Il bottone a pressione è l'elemento più piccolo di una copertura, ma è anche il più soggetto a usura e bloccaggi: per evitare danni ai teli e inutili fatiche, è fondamentale capire perché questi componenti si ossidano e quali sono le alternative corrette da installare al loro posto.
L'ottone cromato sembra resistente ma in mare cede
Il bottone automatico più comune ed economico è in ottone cromato. L'ottone è una lega di rame e zinco, e la cromatura è solo una vernice metallica sottile in superficie: finché quella patina resta intatta sembra tutto a posto, ma basta un graffio, l'usura dell'apri e chiudi o il tempo perché si consumi e scopra l'ottone sotto. A quel punto, a contatto con l'acqua salata, la lega va in sofferenza: lo zinco tende a essere dilavato dalla lega, un fenomeno che indebolisce il metallo e che porta il bottone a ossidarsi, gonfiarsi e grippare.
Il risultato lo conosci: l'automatico non scatta più, resta saldato sulla sua controparte e il telo non si stacca. L'ottone cromato, insomma, non va d'accordo con l'esposizione diretta e continua all'acqua di mare.
Per i fissaggi che lavorano scegli l'inox 316
Quando il bottone deve reggere tensione e durare anni sotto sale e sole, il materiale di riferimento è l'acciaio inox marino, e la sigla da cercare è AISI 316. La differenza con un inox qualsiasi, come il 304, sta nel molibdeno presente nel 316, che lo rende molto più resistente alla corrosione da cloruri, cioè proprio dalla salsedine. Non a caso è lo standard riconosciuto per la minuteria e la ferramenta di bordo.
Un automatico in inox 316 costa di più del cugino in ottone cromato, ma su un tendalino, su un bimini o su una copertura che monti e smonti per stagioni intere è la spesa che ti risparmia gli strappi e le imprecazioni. Sul tema dei fissaggi delle coperture, soprattutto contro il vento, abbiamo già approfondito quali soluzioni reggono nell'articolo sulla cuscineria nautica su misura e i fissaggi anti-vento.
Usa il tecnopolimero dove c'è più corrosione
C'è poi una soluzione che molti non considerano e che in certi punti è la migliore: il bottone in tecnopolimero, cioè in plastica tecnica come l'acetalica, nota anche con il nome commerciale Delrin. Il vantaggio è elementare perché la plastica non è un metallo, quindi non si corrode, non ossida e non grippa per quanta salsedine prenda. Non regge i carichi di un automatico in acciaio e si comporta diversamente al sole forte, quindi non è la scelta per ogni applicazione, ma nei punti dove la corrosione è il problema principale e lo sforzo è contenuto, come molte chiusure di teli e copri-strumenti, è spesso la risposta più intelligente.
Il criterio pratico che uso è questo: dove il fissaggio deve tirare e tenere, inox 316; dove il nemico è soprattutto il sale e la forza in gioco è poca, tecnopolimero.
Anche il materiale migliore va sciacquato
Nessun bottone, per quanto buono, sopravvive bene all'incuria. La manutenzione è banale ma fa una differenza enorme: dopo le uscite, e a maggior ragione a fine stagione, sciacqua con abbondante acqua dolce gli automatici per portare via il sale prima che si cristallizzi dentro il meccanismo. Ogni tanto un velo di lubrificante adatto sulla parte mobile aiuta lo scatto e tiene lontana l'ossidazione. Sono due gesti da pochi minuti che allungano di anni la vita dei fissaggi, anche di quelli in inox: il sale, se lo lasci asciugare lì, lavora contro di te anche sui materiali nobili.
Un telo dura quanto il suo punto più debole
Puoi avere il miglior acrilico tinto in massa e le cuciture perfette, ma se i bottoni grippano e strappano il tessuto attorno al foro, tutto il lavoro è compromesso. Vale la pena ragionare sui fissaggi con la stessa cura del tessuto, perché una copertura nautica è un sistema e dura quanto il suo anello più fragile. Quando scegli o sostituisci i bottoni, non guardare solo il prezzo del singolo pezzo: chiediti dove andrà a finire quel bottone e quanta acqua salata prenderà. È quella domanda, più del costo, a dirti se ti serve l'inox 316 o il tecnopolimero.
E stai mettendo mano alle tue cuscinerie e coperture, trovi il quadro completo dei materiali nella nostra guida alla tappezzeria nautica.