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Guide e Tutorial

Rivestire la seduta della sedia da pranzo senza grinze

Rifoderare il fondino di una sedia da pranzo è più semplice di quanto pensi: l'ordine giusto delle graffette, gli angoli puliti e il tessuto che non si deforma.

Seduta di sedia da pranzo capovolta sul banco con sparapunti e tessuto color sabbia pronti per rivestirla senza grinze

Arriva quel momento in cui guardi le sedie del tavolo e ti accorgi che la seduta è lisa, macchiata o semplicemente stanca, e ti chiedi se valga la pena chiamare qualcuno oppure buttarti nel fai da te. Ti tranquillizzo subito, perché rifoderare il fondino di una sedia da pranzo è uno dei lavori di tappezzeria più alla portata di tutti, a patto di conoscere l'ordine giusto dei gesti: è proprio da lì che nascono, o non nascono, le grinze.

La fretta è la prima nemica. In laboratorio ci capita spesso di vedere sedute rifatte in casa con il tessuto tirato tutto da una parte, e il risultato è sempre lo stesso, pieghe che partono dagli angoli e imbottitura che spancia. La buona notizia è che le grinze non dipendono dalla manualità ma dal metodo, e il metodo si impara in un pomeriggio.

Smonta il fondino, non lavorare sulla sedia montata

Quasi tutte le sedie da pranzo hanno una seduta estraibile, il cosiddetto fondino, un pannello di legno imbottito fissato da sotto con quattro viti agli angoli della scocca. Capovolgi la sedia, svita e togli il pannello, perché lavorare con il fondino libero sul banco, e non sulla sedia in piedi, è la differenza tra un lavoro pulito e uno fatto in equilibrio. Se le viti girano a vuoto perché il legno si è consumato, tienile da parte, dato che più avanti ti basterà uno spessore o una vite leggermente più lunga per rimetterle in presa.

Togli il vecchio tessuto con pazienza e usalo come sagoma

Con un levapunti o un piccolo cacciavite a taglio solleva le vecchie graffette una a una, facendo leva verso l'esterno per non scheggiare il legno del telaio. È il passaggio più noioso e quello che tutti vorrebbero saltare, ma strappare via il tessuto di forza lascia mezze graffette conficcate che poi danno fastidio quando ne pianti di nuove. Mentre smonti, osserva come era piegato il tessuto agli angoli, perché quella piega la dovrai rifare uguale. Il vecchio rivestimento, una volta tolto, diventa la tua sagoma: appoggialo sul tessuto nuovo e taglia aggiungendo un paio di centimetri di margine per lato, così avrai abbastanza stoffa da girare sotto senza ritrovarti corto proprio sull'angolo.

Scegli un tessuto che tiene, non solo bello

Qui si gioca metà della riuscita. Una seduta di tutti i giorni, specie in cucina dove arrivano unto, briciole e mani non sempre pulite, chiede un tessuto resistente all'abrasione e facile da pulire. Il parametro da guardare è il Martindale, che misura quanti cicli di sfregamento regge il tessuto prima di rovinarsi, e per una sedia domestica usata ogni giorno stai tranquillo sopra i 25.000 cicli, salendo più in alto se la sedia è molto sollecitata. Tra i materiali, un buon poliestere o un misto si comporta meglio del lino puro nell'uso quotidiano, perché il lino sulle sedute tende a lucidarsi nei punti di contatto e trattiene di più le macchie. Se vuoi capire fino in fondo come ragionare sui cicli di resistenza, trovi un approfondimento dedicato nella nostra guida sui tessuti per le sedute e il test Martindale.

Tendi dal centro verso gli angoli, lati opposti alternati

Siamo al cuore del lavoro, il gesto che decide se avrai grinze oppure no. Appoggia il tessuto centrato sul fondino, giralo sotto e pianta la prima graffetta al centro di un lato, poi passa subito al lato opposto, tendi con decisione e pianta un'altra graffetta al centro, e fai lo stesso sugli altri due lati. Solo a questo punto cominci ad allargarti verso gli angoli, sempre alternando i lati opposti e tendendo un po' per volta, così la tensione resta equilibrata su tutti e quattro i lati. L'errore che vediamo più spesso è proprio questo, perché chi fissa un lato intero prima di toccare gli altri si ritrova la stoffa che scappa da una parte, e a quel punto le pieghe sono già dentro il lavoro. Pianta le graffette fitte ma mai sul filo del bordo, dato che troppo vicine allo spigolo fanno spanciare l'imbottitura verso l'esterno.

Gli angoli: la piega a pacchetto, non arricciata

Lascia gli angoli per ultimi, quando tutti i lati sono già tesi. Il modo pulito è la piega a pacchetto: porta prima il tessuto dritto sopra l'angolo, poi ripiega i due lembi laterali uno sull'altro in modo ordinato, come quando incarti un regalo, e ferma il tutto con un paio di graffette. Evita di tirare la stoffa in diagonale creando un ventaglio di pieghette, perché è lì che l'angolo fa il classico effetto arricciato che tradisce il fai da te. Su un tessuto a tinta unita questa piega si vede subito, quindi vale la pena rifarla se al primo tentativo non viene simmetrica.

Rimetti il fondino sulla scocca e riavvita da sotto, poi guarda la seduta di taglio contro la luce della finestra, perché eventuali ondine si notano meglio in controluce che dall'alto. Se qualcosa non ti convince, togliere e ripiantare quattro graffette costa pochi minuti e ti leva il pensiero. Se oltre al tessuto senti che l'imbottitura è ormai piatta o sbriciolata conviene rifarla prima di rivestire, ed è un lavoro che merita il suo spazio: lo stesso metodo di tensione lo ritrovi, con qualche accortezza in più, nella nostra guida al rivestimento di una poltrona imbottita.

Alla fine il segreto sta tutto in una frase, non avere fretta sugli angoli e non tirare mai un lato prima di aver teso il suo opposto: se rispetti l'ordine, anche la prima sedia che rifai in vita tua verrà liscia come quella di un laboratorio.

Domande frequenti

Quanto tessuto serve per rivestire la seduta di una sedia?

Usa il vecchio rivestimento come sagoma e aggiungi un paio di centimetri di margine per lato, così hai stoffa a sufficienza per girarla sotto il fondino senza restare corto sugli angoli. Per una seduta standard di solito basta mezzo metro di tessuto in altezza utile.

Perché si formano le grinze quando rivesto una sedia?

Quasi sempre perché si tira un lato prima di aver teso il suo opposto. La tensione va distribuita partendo dal centro di ogni lato e alternando i lati opposti, lasciando gli angoli per ultimi: così la stoffa resta in bolla su tutti e quattro i bordi.

Quale tessuto scegliere per la seduta di una sedia da cucina?

Meglio un tessuto d'arredo resistente all'abrasione e facile da pulire, con un valore Martindale sopra i 25.000 cicli per l'uso quotidiano. Un poliestere o un misto regge meglio del lino puro, che sulle sedute tende a lucidarsi e a trattenere le macchie.

Come si fa l'angolo senza pieghe?

Con la piega a pacchetto: si porta prima il tessuto dritto sopra l'angolo, poi si ripiegano i due lembi laterali uno sull'altro in modo ordinato e si fermano con le graffette. Va evitata la tirata in diagonale, che crea il ventaglio di pieghette tipico del lavoro fatto in fretta.

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