Recensioni verificate Google Garanzia Misura Protetta: un rifacimento gratuito incluso Tirelle a nolo · cauzione rimborsabile Spedizione gratuita da €200
Contract & Horeca

Tende oscuranti per hotel: quali reggono i lavaggi

In hotel l'oscurante si lava di continuo: blackout o dimout, orli rinforzati e ignifugo di classe 1, ecco cosa regge davvero i lavaggi e l'uso quotidiano.

Tenda oscurante scura semi-tirata sulla finestra di una camera d'albergo con letto rifatto e luce soffusa del mattino

Chi manda avanti un albergo lo sa bene: la tenda oscurante della camera non è un acquisto che fai una volta e poi dimentichi, perché lavora ogni giorno, con ospiti diversi, e finisce in lavanderia molto più spesso di qualsiasi tenda di casa. In una stanza che cambia persona ogni due o tre notti la tenda viene tirata e riaperta decine di volte, prende sole, umidità e qualche strattone di troppo, e per questo quando la scegli conta la durata nel tempo molto più dell'effetto che fa il primo giorno. Dopo tanti anni passati a confezionare e rimontare tendaggi per strutture ricettive, ti posso dire che gli errori si pagano quasi sempre sul lungo periodo, non all'inaugurazione.

Blackout o dimout: la scelta che decide quanti lavaggi regge

La prima domanda da farti non è "quanto oscura" ma "quanto spesso la laverò", perché qui si gioca davvero tutto. Il blackout vero blocca praticamente il cento per cento della luce, e quell'oscuramento totale lo ottiene grazie a un rivestimento sul retro, spesso una spalmatura in schiuma o resina stesa a più strati. È proprio quel rivestimento il punto debole, perché rende la mano del tessuto più rigida e, con lavaggi frequenti a temperatura sbagliata o con la centrifuga tirata, tende a irrigidirsi, creparsi e staccarsi a chiazze (la cosiddetta delaminazione), che è il difetto che vediamo arrivare più spesso in laboratorio dalle camere lavate a ciclo continuo. Il dimout, invece, oscura molto ma non del tutto, perché l'opacità nasce dalla trama fitta e dal filo più che da uno strato incollato, e proprio per questo regge meglio i lavaggi ripetuti e mantiene la mano morbida più a lungo. In una camera d'albergo, dove il buio conta ma la frequenza di lavaggio è altissima, molto spesso un dimout di buona qualità è la scelta più sensata, mentre il blackout integrale lo tieni per le suite o per chi accetta una manutenzione più delicata.

Il doppio strato che fa durare tutto di più

Il sistema che in camera dura davvero è quasi sempre a due strati, con un voile leggero che filtra la luce di giorno e lascia respirare la stanza e, dietro, l'oscurante che entra in gioco la notte. Non è solo una questione estetica, perché dividere i compiti divide anche l'usura: il voile si sporca e si lava più spesso ma costa poco ed è semplice da rifare, mentre l'oscurante, che è il pezzo caro, lo muovi e lo lavi di meno e quindi dura di più. Chi monta un solo pannello pesante che fa tutto finisce per stressare proprio il tessuto più costoso, e lo manda in sostituzione molto prima del necessario. Se vuoi capire quali errori di montaggio e di gestione tolgono efficacia all'oscurante in camera, ne abbiamo parlato in modo pratico in questo articolo dedicato.

Orli, ganci e scorrimento: dove le tende cedono per prime

Nelle camere la tenda non si rompe quasi mai nel mezzo del telo, ma nei punti di sforzo, cioè dove la mano dell'ospite la tira ogni giorno. Per questo, su un tessuto pesante come l'oscurante, contano gli orli robusti e ben zavorrati in basso, le cuciture rinforzate in testa e un sistema di aggancio che non molli al primo strattone. I ganci di plastica economici si spezzano in fretta sotto il peso di un blackout, quindi meglio ganci e anelli solidi e un binario che scorra morbido senza incepparsi, perché una tenda che si blocca invita l'ospite a forzarla, ed è proprio lì che parte lo strappo. Un binario robusto con scorrimento fluido costa qualcosa in più all'inizio, ma ti risparmia le chiamate in manutenzione per i mesi a venire.

L'ignifugo non è un optional

Su questo non c'è margine di scelta, perché nelle strutture ricettive i tendaggi devono essere ignifughi, cioè garantire almeno la classe 1 di reazione al fuoco, e non è un vezzo del fornitore ma un requisito di sicurezza che ti viene chiesto in sede di controllo. Il punto che molti sottovalutano è che questa proprietà deve restare valida anche dopo i lavaggi ripetuti, ed è qui che cambia tutto tra un tessuto ignifugo in modo permanente, dove la caratteristica è nella fibra stessa, e uno semplicemente trattato in superficie, dove il trattamento col tempo e con le lavature può perdersi. In un albergo, dove le tende finiscono in lavanderia di continuo, puntare sul permanente ti mette al riparo da sorprese, e abbiamo spiegato bene la differenza tra le due strade in questa guida sui tessuti ignifughi. Chiedi sempre al fornitore la certificazione e verifica che resti valida dopo i cicli di lavaggio previsti.

Guarda il costo di manutenzione, non solo il prezzo al metro

L'errore più costoso che vediamo fare è scegliere la tenda sul prezzo d'acquisto e basta, perché in una struttura che lavora il conto vero lo fa il tempo. Una tenda che costa un po' di più ma regge due o tre anni di lavaggi senza delaminarsi, senza sfilacciarsi agli orli e senza perdere l'ignifugo è, alla fine della stagione, molto più economica di una che risparmi oggi e sostituisci tra un anno. Nel conto mettici il tessuto, ma anche la manodopera per smontare e rimontare, i capi fuori servizio mentre aspetti il ricambio e le camere che nel frattempo non puoi vendere al meglio. Ragionare sul costo totale di gestione ti porta quasi sempre a scegliere meglio, e a litigare molto meno con la lavanderia.

Quando devi decidere, parti sempre da quante volte quella tenda passerà in lavatrice: se la risposta è "tante", scegli il tessuto che quei lavaggi li regge davvero, anche a costo di un filo di luce in più al mattino.

Domande frequenti

Meglio blackout o dimout per le camere d'hotel?

Dipende dalla frequenza di lavaggio. Il blackout oscura del tutto grazie a un rivestimento sul retro che però, con lavaggi frequenti, può irrigidirsi e delaminarsi. Il dimout oscura molto senza quello strato spalmato, quindi regge meglio i lavaggi continui ed è spesso la scelta più sensata in camera.

Le tende degli hotel devono essere ignifughe?

Sì. Nelle strutture ricettive i tendaggi devono garantire almeno la classe 1 di reazione al fuoco, ed è un requisito di sicurezza che viene verificato nei controlli. La proprietà deve restare valida anche dopo i lavaggi ripetuti, quindi conviene chiedere al fornitore la relativa certificazione.

Perché le tende blackout si rovinano con i lavaggi?

Perché l'oscuramento totale è dato da una spalmatura in schiuma o resina sul retro del tessuto. Lavaggi a temperatura sbagliata o con centrifuga tirata la fanno irrigidire, crepare e staccare a chiazze, il difetto che si chiama delaminazione.

Conviene il doppio strato voile più oscurante in albergo?

Sì, perché dividere i compiti divide l'usura. Il voile filtra la luce di giorno, si sporca e si lava più spesso ma costa poco, mentre l'oscurante lavora di notte e si movimenta di meno, così il tessuto più costoso dura più a lungo.

Condividi
Dal blog al salotto

Tocca i tessuti di cui parliamo

Richiedi fino a 3 tirelle (i campionari completi, cauzione €25 rimborsabile alla restituzione): le confronti a casa, con la tua luce, prima di decidere.

Richiedi le tirelle di tessuto

Continua a leggere

Altri articoli della stessa categoria.

Vedi tutti →