Una delle verande più difficili che ci sia capitato di risolvere non aveva un problema di caldo, almeno non quello a cui pensi di solito. Era esposta a ovest, e il proprietario ci aveva chiamati esasperato non per il sole di mezzogiorno, ma per quello delle sette di sera: proprio all'ora di cena, quando si sedeva a tavola, il sole basso entrava dritto e orizzontale e abbagliava chiunque fosse rivolto verso la vetrata. Aveva già provato a montare un oscurante, e da lì nasce la storia, perché quella era esattamente la scelta sbagliata.
Perché a ovest l'oscurante totale è la soluzione peggiore
Il ragionamento istintivo è semplice: se il sole dà fastidio, lo blocco del tutto. Ma a ovest questo ragionamento si rivela un errore, e te lo spiego con quello che vedeva il proprietario. Il sole della sera non scotta come quello di mezzogiorno, il fastidio è soltanto il bagliore che ti acceca, e per togliere quel bagliore lui si ritrovava a chiudere completamente la veranda proprio nell'unico momento bello della giornata, quando avrebbe voluto godersi la luce calda e il giardino fuori. Un oscurante fa una cosa sola, cioè spegne tutto, e a ovest tu non vuoi spegnere la luce: vuoi solo addomesticare quel raggio orizzontale che ti entra negli occhi. Sono due bisogni diversi, e usare l'oscurante per il secondo significa sacrificare proprio quello che rende vivibile una veranda a ovest.
La differenza vera rispetto a una vetrata a sud
Per capire la scelta bisogna ragionare sull'orientamento, perché il sole si comporta in modo molto diverso a seconda di dove guarda la vetrata. A sud il sole è alto per gran parte della giornata e il problema è soprattutto il calore che entra a mezzogiorno, una questione di schermatura dall'alto su cui abbiamo scritto parlando di come evitare l'effetto serra sulle vetrate a sud. A ovest invece il sole, nelle ore che contano, è basso sull'orizzonte e arriva quasi parallelo al pavimento, quindi non lo fermi con una schermatura orizzontale ma devi intercettarlo sul piano verticale della vetrata, nel momento giusto. Stesso ambiente, problema opposto, e quindi tessuto e sistema diversi.
La scelta giusta: un tessuto screen, non un telo cieco
La soluzione che abbiamo proposto è stata un tessuto screen tecnico, quello che fa la differenza in questi casi. Lo screen è una tessitura microforata, fitta ma non chiusa, che taglia i raggi UV e abbatte l'abbagliamento lasciando però intravedere il fuori, così tu schermi il bagliore ma non perdi né la luce né la vista sul giardino. Il dato su cui ci si gioca tutto è il fattore di apertura del tessuto, cioè quanto la trama è forata: un valore basso, intorno al tre o cinque per cento, dà una bella protezione dal sole mantenendo comunque un buon contatto visivo con l'esterno. Per una veranda a ovest è il compromesso ideale, perché ti toglie il fastidio senza chiuderti dentro una scatola buia all'ora più bella.
Tende a rullo che cali solo nelle ore critiche
L'altra metà della soluzione è il sistema, perché un tessuto screen va abbinato a un meccanismo che ti lasci libertà. Abbiamo scelto tende a rullo verticali, una per ogni anta della vetrata, in modo che il proprietario potesse calarle solo nelle due o tre ore in cui il sole è basso e dà fastidio, e tenerle alzate in tutto il resto della giornata. È questo il bello di non aver messo un oscurante fisso: la veranda resta luminosa e aperta quasi sempre, e si scherma solo nel momento in cui serve. Il gesto è semplice, una tenda che scende quando il sole comincia a entrare di taglio e risale quando è calato dietro le case, e l'ambiente passa dall'essere inutilizzabile a essere il posto preferito della casa proprio all'ora di cena.
Cosa abbiamo imparato da questa veranda
La lezione che porto sempre con me da questo lavoro è che prima di scegliere la tenda bisogna capire che tipo di sole hai davanti, perché la stessa parola, troppa luce, nasconde problemi diversi. La domanda giusta non è quanto sole entra, ma quando e da che altezza, perché un sole alto di mezzogiorno e un sole basso del tramonto si combattono in modi opposti. Quando un cliente mi dice che la veranda è inguardabile al tramonto, ormai so che la risposta quasi mai è oscurare di più: il più delle volte è schermare meglio, lasciando passare la luce e fermando solo il bagliore.
Un'avvertenza pratica per chi vuole replicare questa scelta: il colore dello screen conta più di quanto sembri. Un tessuto chiaro riflette il bagliore verso l'esterno e tiene più fresco l'ambiente, ma a volte abbaglia un po' di rimando, mentre uno screen in tono più scuro dà una visione esterna più nitida e nettamente meno riflessi, al costo di assorbire un filo di calore in più. Sulla veranda di cui ti ho raccontato abbiamo scelto un tono medio, che teneva insieme i due vantaggi senza esasperare nessuno dei due difetti, e per il proprietario è stata la differenza tra una veranda da chiudere e una da vivere.
Se hai una veranda a ovest e stai pensando all'oscurante perché non ne puoi più del sole della sera, fermati un attimo: probabilmente non ti serve buttare giù il buio, ti serve uno screen che ti tolga l'abbaglio e ti lasci la luce.