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Cuscini del dehor al sole: il tessuto giusto

Sedute e cuscini di un dehor di ristorante in tessuto outdoor chiaro sotto il sole estivo

In pieno luglio basta appoggiare una mano su un cuscino del dehor a mezzogiorno per capire il problema: scotta. Il cliente si siede, si rialza subito perché il tessuto brucia, e nel frattempo quella stessa seduta dopo un temporale è rimasta zuppa per giorni e ha cominciato a profumare di chiuso. Chi gestisce un bar o un ristorante con tavoli all'aperto lo sa bene, e la domanda che ci arriva più spesso in laboratorio è come scegliere una cuscineria da esterno che regga davvero l'estate, senza scottare al sole, senza sbiadire in una stagione e senza trasformarsi in una spugna alla prima pioggia. La buona notizia è che una risposta c'è, ma passa da alcune scelte precise sul tessuto e, cosa che quasi tutti dimenticano, anche sull'imbottitura.

Il tessuto giusto deve mettere insieme più cose

Per l'outdoor di un locale non basta un tessuto "da esterno" generico, perché una seduta commerciale lavora in condizioni molto più dure di quelle di casa. Il primo requisito è una resistenza UV alta, così i colori non si spengono dopo poche settimane di sole diretto, e qui tornano protagonisti l'acrilico tinto in massa o i tessuti tecnici per esterni di qualità, dove il pigmento sta dentro la fibra e regge la luce a lungo. Il secondo requisito, che nei locali fa tutta la differenza, è la resistenza all'abrasione, perché una seduta di un dehor gira di continuo, con clienti che si siedono e si alzano decine di volte al giorno: è il concetto di Martindale, il test che misura quanti "sfregamenti" un tessuto sopporta prima di rovinarsi, e per l'uso contract servono valori adeguati, non i numeri buoni per un divano di casa. Su questo abbiamo scritto una guida dedicata al test Martindale per le sedute del ristorante, utile proprio per capire cosa chiedere prima di comprare.

Il vero segreto è il drenaggio, non solo l'impermeabilità

Qui arriva il punto che pochi spiegano e che invece risolve metà dei problemi. Un cuscino da esterno non deve solo respingere l'acqua in superficie, deve soprattutto lasciarla scolare quando entra, perché prima o poi entra sempre. La chiave è dentro il cuscino: servono imbottiture a celle aperte, le schiume tipo drybase o quick-dry, che sono costruite apposta per far passare l'acqua attraverso e farla uscire dal fondo, abbinate a fodere traspiranti che non trattengono l'umidità. In questo modo dopo un temporale la seduta si asciuga in fretta e non resta bagnata nel cuore, che è esattamente dove nasce la muffa. L'errore tipico, quello che vediamo ripetere ogni estate, è comprare cuscini da esterno economici con imbottitura chiusa: sembrano identici, costano meno, ma a ogni pioggia restano zuppi per giorni e nel giro di una settimana profumano di muffa, costringendo a buttarli molto prima del previsto. Sul confezionamento della cuscineria da esterno e su come tenere lontane le muffe siamo entrati nel dettaglio parlando di cuscini su misura da esterno per la terrazza.

Perché al sole certi cuscini scottano e altri no

Sul fastidio più concreto, quello della seduta bollente, c'è un fattore che puoi governare fin da subito con la scelta del colore. I colori chiari assorbono meno calore e restano più freschi al tatto rispetto agli scuri, un dettaglio che su una seduta esposta al sole tutto il giorno si sente eccome sotto le gambe del cliente. Un cuscino antracite o blu notte in pieno sole può diventare davvero rovente, mentre le stesse ore su una tonalità sabbia, tortora o écru si traducono in una superficie molto più vivibile. Alcuni tessuti tecnici per esterni hanno inoltre finiture che limitano il surriscaldamento, e su un dehor molto esposto vale la pena chiederle. Non è un dettaglio estetico: un cliente che si siede volentieri resta di più, e in estate la comodità della seduta è parte del servizio quanto l'ombra e il ventilatore.

Non dimenticare la reazione al fuoco

C'è poi un requisito che in un locale pubblico non è facoltativo e che spesso passa in secondo piano finché non arriva un controllo. In un ambiente aperto al pubblico serve quasi sempre la classe di reazione al fuoco prevista per gli arredi imbottiti, il che vuol dire che tessuto e imbottitura devono essere certificati, con la relativa documentazione. È un aspetto che riguarda la sicurezza delle persone prima ancora che la conformità, e quando si allestisce la cuscineria di un locale va messo in conto dall'inizio, perché scoprire dopo che i cuscini appena comprati non sono a norma significa rifare tutto. Meglio partire chiedendo al fornitore le certificazioni giuste, così la scelta del tessuto tiene insieme durata, estetica e regola.

Quando allestisci le sedute di un dehor, insomma, non guardare solo com'è bello il tessuto nel campione: chiediti come starà a fine agosto dopo tre mesi di sole, come reagirà al primo acquazzone e se è in regola. Se il tessuto è tinto in massa e resistente all'abrasione, l'imbottitura è a celle aperte che drena e i colori sono chiari e certificati, hai risolto in partenza il problema che altrimenti ti troveresti a rincorrere per tutta l'estate.

❓ Domande Frequenti

Quale tessuto scegliere per le sedute di un dehor?
Serve un tessuto con alta resistenza UV per non sbiadire, come l'acrilico tinto in massa o un tecnico per esterni, e una buona resistenza all'abrasione (Martindale) perché la seduta gira di continuo. In un locale pubblico va anche verificata la classe di reazione al fuoco.
Perché i cuscini da esterno restano bagnati dopo la pioggia?
Quasi sempre perché hanno un'imbottitura chiusa che trattiene l'acqua. Servono imbottiture a celle aperte, tipo drybase o quick-dry, e fodere traspiranti che lasciano scolare l'acqua, così la seduta si asciuga in fretta e non ammuffisce.
Come evitare che i cuscini del dehor scottino al sole?
Scegli colori chiari, che assorbono meno calore e restano più freschi al tatto rispetto agli scuri su una seduta esposta tutto il giorno. Alcuni tessuti tecnici hanno inoltre finiture che limitano il surriscaldamento.
I tessuti per un locale devono essere certificati?
Sì. In un ambiente aperto al pubblico serve quasi sempre la classe di reazione al fuoco prevista per gli imbottiti, quindi tessuto e imbottitura devono essere certificati con la relativa documentazione.