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Storie di Progetti

Come ripararsi dagli spifferi del bovindo con queste tende su misura

Un bovindo è bello ma difficile da vestire: gli angoli lasciano passare luce e freddo. Come abbiamo fatto tende su misura che chiudono la sporgenza.

Bovindo vestito con tende su misura e binario sagomato che segue la sporgenza senza lasciare aperture agli angoli

Il bovindo è una di quelle finestre che ti fanno innamorare della casa, perché sporge dalla parete, crea una piccola nicchia luminosa e ci vedi già la poltrona per leggere o la seduta sotto il vetro. Poi arriva il momento di metterci le tende e cominciano i guai, dato che quella sporgenza con i suoi angoli non si lascia vestire come una finestra normale. Ci è capitato più volte in laboratorio, e l'ultimo bovindo che abbiamo seguito è l'esempio perfetto di come si risolve il problema degli angoli che lasciano passare luce e freddo.

Perché il bovindo è così difficile da vestire

Il bovindo, cioè la finestra che aggetta dalla parete a più ante o con un andamento curvo, crea due o più angoli lungo il suo profilo, e lì sta tutto il problema, perché un binario dritto da tenda normale taglia gli spigoli in linea retta e lascia scoperti proprio gli angoli, e da quelle aperture passano luce, freddo e sguardi nei punti che vorresti chiudere. In più lo spazio sotto la finestra è quasi sempre occupato, da una seduta, da un tavolino o da un termosifone, e questo toglie la possibilità di far scendere le tende dritte a terra come faresti altrove. Il cliente ci arriva spesso dopo aver provato con una tenda comprata su misura ma montata su un binario dritto, e il risultato è sempre lo stesso: bella al centro e aperta agli angoli.

Il binario sagomato che segue la sporgenza

La chiave di tutto è il binario curvabile, un profilo che si piega e si sagoma seguendo l'andamento esatto del bovindo, angolo per angolo, e montato così la tenda accompagna la sporgenza senza buchi agli spigoli, scorre lungo tutto il profilo e chiude la finestra come un guanto invece di tagliarla in linea retta. Su questo bovindo abbiamo piegato il binario sui due angoli reali della sporgenza, così i teli si raccolgono e si distendono seguendo la parete e non resta nessuna fessura aperta ai lati. È lo stesso principio che applichiamo quando dobbiamo realizzare una tenda per una finestra ad arco, perché quando la finestra non è dritta è il supporto a doversi adattare alla sua forma, mai il contrario.

La misura si prende sugli angoli reali, non a occhio

Qui arriva il dettaglio di mestiere che fa la differenza tra una tenda che chiude e una che lascia lo spiffero, perché su un bovindo la misura non si stima a occhio: gli angoli non sono quasi mai di novanta gradi perfetti e le pareti vecchie hanno sempre qualche centimetro fuori squadra. Bastano pochi centimetri di errore su un angolo e la tenda resta corta o non chiude, e lo spiffero torna, quindi rileviamo l'angolo reale sul posto, misurando la sporgenza e l'apertura effettiva di ogni tratto, e solo su quei numeri tagliamo il binario e i teli. È mezz'ora di lavoro in più che si ripaga da sola, perché sul bovindo la soluzione approssimata non regge mai.

Pannelli o tende a pacchetto quando sotto c'è una seduta

Quando lo spazio sotto la finestra è occupato da una seduta o da un tavolino, la tenda lunga a terra semplicemente non ci sta, e insistere sarebbe un errore, perciò in quei casi lavoriamo con tende indipendenti per ogni specchiatura, una per ogni tratto del bovindo, in versione a pannello o a pacchetto che sale e scende restando aderente al vetro. Così ogni sezione si regola da sola, la seduta sotto resta libera e la nicchia si può usare davvero, e la lunghezza la scegliamo tratto per tratto: a terra dove si può, a filo del davanzale dove c'è la seduta, senza forzare un'unica soluzione su tutta la finestra.

Chiudere gli spifferi dove il bovindo è più esposto

Il bovindo, sporgendo dalla parete, è più esposto degli altri punti della casa e d'inverno lo senti, perciò dove il freddo si fa sentire di più scegliamo un tessuto pesante o montiamo una doppia tenda, con un tendaggio leggero per il giorno e uno più corposo che di sera chiude e scalda. È la stessa logica con cui si affronta la luce che entra dai lati della tenda, solo che qui, oltre alla luce, c'è il freddo, e i due problemi si risolvono insieme con la stoffa giusta e il binario che chiude gli angoli. Il risultato su questo progetto è esattamente quello che il bovindo promette: una nicchia luminosa di giorno e ben chiusa e calda di sera.

Se stai pensando di vestire un bovindo, metti in conto fin dall'inizio che la soluzione standard non basta, perché servono la misura presa sugli angoli veri e un binario che segue la sporgenza, e su quelle due cose non conviene risparmiare: sono proprio loro a fare la differenza tra una finestra che scalda e una che spiffera.

Domande frequenti

Perché sul bovindo i binari dritti non funzionano?

Perché il bovindo ha due o più angoli lungo la sporgenza, e un binario dritto li taglia in linea retta lasciando scoperti proprio gli spigoli. Da quelle aperture passano luce, freddo e sguardi, e serve un binario curvabile che segue il profilo.

Come si prende la misura delle tende per un bovindo?

Sul posto e sugli angoli reali, non a occhio, perché gli spigoli non sono quasi mai di novanta gradi perfetti. Bastano pochi centimetri di errore per lasciare lo spiffero, quindi si rileva la sporgenza e l'apertura di ogni tratto prima di tagliare.

Che tende mettere se sotto il bovindo c'è una seduta?

Conviene una tenda indipendente per ogni sezione, a pannello o a pacchetto, che resta aderente al vetro e lascia libera la seduta. La lunghezza si sceglie tratto per tratto: a terra dove si può, a filo davanzale dove c'è la seduta.

Come si fermano gli spifferi di un bovindo?

Con un binario sagomato che chiude gli angoli e, dove il freddo è più forte, con un tessuto pesante o una doppia tenda, leggera di giorno e corposa di sera. Così la nicchia resta luminosa di giorno e ben chiusa e calda la sera.

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