Copertura della randa: il tessuto che salva la vela
La randa si rovina più per il sole che per il vento: una copertura in acrilico cucita con il filo giusto la protegge e le allunga la vita di anni.
Chi ha una barca a vela lo sa bene: dopo una stagione all'ormeggio la randa raccolta sul boma sembra lì tranquilla e protetta, e invece è proprio in quei mesi fermi che si consuma di più. Non te ne accorgi subito, perché il tessuto cede piano, ma quando poi la issi e la vedi controluce con le fibre stanche capisci che qualcosa, in tutto quel tempo passato in porto, ha lavorato contro di lei. Quel qualcosa è il sole, e l'unica cosa che davvero si mette in mezzo tra i raggi e la vela è la copertura della randa, il lazy bag.
Dopo tanti anni passati a cucire tessuti per la nautica ti posso dire che il lazy bag è uno di quei pezzi che si danno per scontati finché non tradiscono, e quando tradiscono il conto lo paga la vela, che costa molto di più.
Il vero nemico della randa non è il vento, è il sole
C'è un equivoco molto comune, cioè pensare che a logorare le vele siano le raffiche e lo sbattere, mentre il danno peggiore lo fanno i raggi UV, che giorno dopo giorno degradano le fibre e tolgono resistenza al tessuto, e lo fanno proprio quando la barca è ferma e la randa resta esposta per settimane. Una copertura in buono stato intercetta quella luce e allunga di anni la vita della vela, mentre un lazy bag scolorito o lasciato aperto la abbandona a cuocere al sole senza che tu te ne accorga, ed è qui che un pezzo da poche centinaia di euro finisce per proteggere un investimento che ne vale migliaia.
Il tessuto giusto è acrilico tinto in massa, non una tela qualsiasi
Per una copertura che deve stare mesi sotto il sole il materiale di riferimento è l'acrilico tinto in massa, un tessuto pensato per l'esterno con una grammatura importante, intorno ai 300 grammi al metro quadro, e un'alta resistenza ai raggi UV. Tinto in massa significa che il colore sta dentro la fibra e non solo in superficie, perciò tiene molto meglio allo scolorimento rispetto a un tessuto semplicemente stampato, e se vuoi capire davvero la differenza al tatto e alla vista vale la pena sapere come riconoscere un tessuto nautico tinto in massa prima di scegliere. L'errore classico è farsi tentare da una tela generica solo perché costa meno, salvo poi scoprire che dura una stagione o due, perde impermeabilità e colore, e ti costringe a rifare tutto da capo.
Le cuciture cedono prima del tessuto, ed è un problema serio
Qui arriva il punto che in laboratorio ci tocca spiegare quasi ogni volta, perché su una copertura da esterno la prima cosa a mollare non è quasi mai il tessuto ma le cuciture. Il motivo è semplice, dato che il filo è più sottile e corre tutto in superficie, esposto al sole senza la massa del tessuto a fargli da scudo, e il filo di poliestere montato di serie sulla gran parte dei lazy bag al sole perde resistenza in fretta, al punto che può arrivare a cedere nel giro di qualche stagione. Lo riconosci quando diventa chiaro e polveroso e la cucitura comincia a sfilacciarsi, e a quel punto basta davvero poco perché la copertura si apra proprio mentre non sei a bordo.
La soluzione che consigliamo quando si vuole stare tranquilli a lungo è il filo in PTFE, quello noto con il nome commerciale Tenara, che non teme i raggi UV e di fatto dura quanto il tessuto se non di più. Costa parecchio più del poliestere e va cucito da chi sa lavorarlo, ma su una copertura che vive tutto l'anno all'aperto è proprio la spesa che fa la differenza tra rifare le cuciture ogni due o tre anni e potersene dimenticare. Se invece resti sul poliestere scegline almeno uno di buona qualità e trattato anti UV, mettendo in conto fin da subito che le cuciture andranno comunque riprese prima del tessuto.
Cosa controllare in autunno, prima di fermare la barca
La fine della stagione è il momento giusto per una verifica, perché è quando la copertura si prepara ad affrontare mesi di sole e intemperie senza che nessuno la tenga d'occhio. Controlla le cuciture lungo la cerniera e le giunzioni, che è dove il filo lavora di più, e passa una mano sul tessuto per sentire se ha perso corpo o se l'acqua non perla più come un tempo, segno che l'impermeabilità sta andando. Dai un'occhiata anche alla cerniera e ai lazy jack, cioè le cimette che tengono su il sacco, perché una lampo bloccata dalla salsedine o una cima lisa ti lasciano la copertura mezza aperta proprio quando dovrebbe stare chiusa. Se trovi una cucitura che inizia a sfilacciarsi il consiglio onesto è rifarla subito, perché ritrovarsi il sacco spalancato e la vela esposta per un inverno intero fa molti più danni di mezz'ora di lavoro fatta per tempo.
Non confondere il lazy bag con il telo di copertura invernale
Capita spesso che si faccia confusione tra due pezzi diversi, mentre vale la pena tenerli distinti. Il lazy bag protegge la randa sul boma per tutta la stagione, mentre il telo che copre la barca da prua a poppa durante l'inverno è un'altra cosa, con misure e logica tutte sue, e se vuoi approfondire quel versante abbiamo una guida dedicata a come fare su misura il telo di copertura invernale. Pianifica la manutenzione sapendo che servono a cose diverse e che nessuno dei due sostituisce l'altro.
Alla fine il discorso è semplice, perché la copertura della randa è il pezzo che lavora in silenzio tutto l'anno e il suo punto debole non è dove guardi di solito, ma nelle cuciture: controllale per tempo, scegli un tessuto e un filo pensati per stare al sole, e la tua vela ti ripagherà con qualche stagione in più.
Domande frequenti
Perché la copertura della randa è così importante?
Perché il sole, più del vento, è ciò che rovina la vela: i raggi UV degradano le fibre quando la barca è ferma all'ormeggio. Un lazy bag in buono stato intercetta la luce e allunga di anni la vita della randa, proteggendo un investimento ben più costoso.
Qual è il tessuto migliore per un lazy bag?
Un acrilico tinto in massa pensato per l'esterno, con grammatura intorno ai 300 g/m² e alta resistenza ai raggi UV. Essendo tinto in massa il colore sta dentro la fibra e tiene molto meglio allo scolorimento rispetto a un tessuto solo stampato.
Perché le cuciture del lazy bag si rovinano prima del tessuto?
Perché il filo è sottile e sta tutto in superficie, esposto al sole senza la massa del tessuto a proteggerlo. Il poliestere perde resistenza in fretta e può cedere in qualche stagione: per durare a lungo conviene il filo in PTFE (tipo Tenara), che non teme gli UV.
Ogni quanto va controllata la copertura della randa?
Almeno una volta all'anno, in autunno prima di fermare la barca. Controlla cuciture lungo cerniera e giunzioni, la tenuta all'acqua del tessuto, la lampo e i lazy jack, e rifai subito ogni cucitura che inizia a sfilacciarsi.
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