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Contract & Horeca

Gonna coprigambe buffet: come sceglierla e fissarla

La fascia che veste il tavolo buffet nasconde gambe e scorte, ma se scivola rovina la sala: come sceglierla, dimensionarla e fissarla bene.

Tavolo buffet in sala eventi rivestito con la gonna coprigambe in tessuto chiaro fermata da una clip a molla

Entri in una sala per un evento e i tavoli del buffet ti dicono subito che aria tira. Quello vestito bene ha una fascia di tessuto che scende ordinata fino a terra e nasconde tutto quello che sta sotto, mentre quello lasciato a metà mostra le gambe pieghevoli di metallo, gli scatoloni delle scorte e il groviglio delle prolunghe. La differenza tra i due, il più delle volte, non è il tavolo ma la gonna coprigambe, la fascia che in gergo si chiama anche skirting e che serve proprio a dare dignità a un tavolo tecnico. Sembra un dettaglio banale, eppure è il primo elemento che sistema o rovina il colpo d'occhio di una sala, e basta che scivoli di un palmo durante il servizio per vanificare tutto il resto dell'allestimento.

A cosa serve davvero, oltre a fare bella figura

La gonna coprigambe non è solo un vezzo estetico, perché nasce per nascondere le gambe pieghevoli dei tavoli da catering e tutto ciò che finisce stipato sotto il piano durante un banchetto, dalle cassette dei bicchieri ai cavi del riscaldavivande. In una sala eventi l'ordine visivo conta quanto il cibo, e una fascia che corre continua lungo il perimetro unifica tavoli diversi e li fa leggere come un unico fronte pulito. Nel nostro lavoro la richiesta arriva quasi sempre da chi organizza buffet, coffee break e sale conferenze, dove i tavoli sono a noleggio, non belli di per sé, e vanno mascherati in fretta. Il bello è che, una volta confezionata, la gonna si rimonta in pochi minuti a ogni evento, quindi l'investimento iniziale si ripaga presto se lavori con continuità.

La lunghezza giusta si ferma a un dito da terra

Il dimensionamento è il punto in cui si sbaglia più spesso, e l'errore si vede subito. La regola del laboratorio è semplice, perché la gonna deve arrivare a un paio di centimetri dal pavimento, abbastanza da coprire le gambe senza strisciare per terra e sporcarsi al primo passaggio. Se la fai troppo corta scopri le traverse del tavolo e l'effetto è trasandato, se la fai troppo lunga si accartoccia sul pavimento, raccoglie polvere e diventa un rischio per chi serve. Per l'altezza misuri dal bordo superiore del piano fino a terra e togli quei due centimetri di sicurezza, mentre per la larghezza parti dal perimetro reale dei lati che vuoi vestire e non da una misura a occhio. Sui tavoli standard da catering l'altezza da coprire si aggira attorno ai settanta centimetri, ma misura sempre il tavolo che hai davanti, perché i modelli a noleggio non sono tutti uguali.

Quanto tessuto serve: comprarne troppo poco è l'errore classico

Qui casca chi ragiona sulla lunghezza del tavolo e non sull'arricciatura. Una gonna coprigambe non è un telo piatto, perché prende volume dalle pieghe, ed è quel volume a darle l'aspetto sartoriale che cerchi. Se la vuoi a pieghe scatola (le box pleat, quelle nette e squadrate) devi calcolare all'incirca due volte e mezza lo sviluppo dei lati da vestire, mentre con un'arricciatura morbida e fitta il fabbisogno di stoffa può salire ancora. Chi compra il tessuto per la sola misura lineare del tavolo si ritrova una fascia tirata e povera, senza corpo, che è esattamente l'opposto dell'effetto voluto. Il consiglio è di decidere prima il tipo di piega e poi calcolare la stoffa su quella, tenendo conto che le pieghe più profonde vogliono più metri ma reggono meglio la forma anche dopo ore di servizio e qualche urto.

Fissarla senza che scivoli è tutta questione di aggancio

Una gonna bellissima che si stacca a metà evento è peggio di nessuna gonna, e il fissaggio è la parte che i clienti sottovalutano di più. Il sistema più solido usa delle clip a molla in metallo o plastica dura che mordono lo spigolo del piano e trattengono la fascia dall'alto, perché sul bordo superiore della gonna si cuce una striscia di velcro e la clip porta la parte complementare, così l'aggancio è saldo ma si sfila in un attimo a fine serata. La misura della clip va scelta sullo spessore del tavolo, dato che una pinza troppo larga balla e molla la presa, ed è bene metterne una ogni trenta centimetri circa per evitare che il tessuto si apra a bocca tra un aggancio e l'altro. Di norma si vestono solo i tre lati a vista, lasciando libero quello rivolto al personale che deve prendere le scorte da sotto, un accorgimento che risparmia tessuto e semplifica il servizio. Se lavori spesso all'aperto vale la stessa attenzione che serve per non far volare le tovaglie, un tema che abbiamo affrontato parlando di come fissare le tovaglie del dehor col vento.

Il tessuto per il contract deve reggere lavaggi e normativa

Un buffet è un ambiente ostile per un tessuto, tra schizzi di salsa, vino, calore dei fornelletti e lavaggi a ripetizione tra un evento e l'altro. Per questo la gonna coprigambe da lavoro si fa con tessuti tecnici per il contract, in genere poliestere ad alta grammatura che si lava spesso, asciuga in fretta e non si stropiccia al primo piegamento, perché una fascia sgualcita comunica trascuratezza anche se la sala è pulita. C'è poi un punto che riguarda la sicurezza e che non va mai dato per scontato, perché nei locali pubblici come alberghi, sale eventi, ristoranti e teatri i tessuti d'arredo devono rispettare i requisiti di reazione al fuoco previsti dalla normativa, in Italia tipicamente la Classe 1, quindi prima di scegliere il tessuto verifica sempre quali certificazioni ti chiede il tuo committente o il regolamento del locale. Sul fronte della resistenza ai lavaggi valgono le stesse logiche del tovagliato che regge mille lavaggi senza ingiallire, perché un tessuto pensato per il contract dura di più e resta presentabile molto più a lungo di uno pensato per la casa.

Quando allestisci un buffet ricordati che la gonna coprigambe si giudica da lontano e da vicino insieme, perché da lontano deve dare quella linea continua e ordinata che tiene su tutta la sala, mentre da vicino non deve mostrare né lo spigolo scoperto né la clip che molla. Misura con calma, calcola la stoffa sulle pieghe e non sulla sola lunghezza, e affida la tenuta a un aggancio serio, perché sono i tre gesti che separano un tavolo tecnico mascherato bene da uno vestito a metà.

Domande frequenti

Quanto deve essere lunga la gonna coprigambe di un tavolo buffet?

Deve fermarsi a un paio di centimetri da terra, così copre le gambe pieghevoli senza strisciare sul pavimento. Misura dal bordo superiore del piano fino a terra e togli quei due centimetri di sicurezza.

Quanto tessuto serve per una gonna coprigambe a pieghe?

Per le pieghe scatola serve all'incirca due volte e mezza lo sviluppo dei lati da vestire, mentre con un'arricciatura fitta il fabbisogno sale ancora. Il calcolo va fatto sulle pieghe, non sulla sola lunghezza del tavolo.

Come si fissa la gonna coprigambe perché non scivoli?

Con clip a molla che mordono lo spigolo del piano e una striscia di velcro cucita sul bordo superiore. Vanno messe circa una ogni trenta centimetri e scelte in base allo spessore del tavolo.

Quali lati del tavolo buffet si vestono con la gonna?

Di solito solo i tre lati a vista, lasciando libero quello rivolto al personale che deve prendere le scorte da sotto il piano. È un accorgimento che risparmia tessuto e velocizza il servizio.

Che tessuto usare per la gonna coprigambe nei locali pubblici?

Un poliestere contract lavabile, antipiega e ad alta grammatura. Nei locali pubblici i tessuti d'arredo devono rispettare i requisiti di reazione al fuoco della normativa, in Italia tipicamente la Classe 1, quindi verifica sempre le certificazioni richieste.

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