← Torna al blog

Qual è la tappezzeria migliore per la dinette della barca?

Dinette della barca con seduta in microfibra chiara e dettaglio in similpelle a confronto

Quando è il momento di rifare la cuscineria della dinette, la domanda che ci fanno quasi tutti è sempre la stessa: meglio la microfibra o la similpelle? Sono due materiali molto diversi, tutti e due validi, ma che si comportano in modo opposto quando entrano in gioco il caldo, l'umidità salina e le creme solari di chi sale a bordo. Prima di decidere conviene capire come reagisce ciascuno, perché la scelta giusta dipende quasi sempre da come vivi la barca.

Comfort e clima: la similpelle scotta, la microfibra respira

Il primo punto lo senti sulla pelle, letteralmente. La similpelle, lo skai marino, d'estate con le gambe nude sulla seduta diventa calda e appiccicosa perché non traspira, così la sudorazione resta lì e la sensazione è quella di rimanere incollati. La microfibra di buona qualità, quella tipo alcantara o ultrasuede nautico, è più fresca e morbida al tatto, respira di più, e nella dinette interna, dove ci si siede a lungo per mangiare o rilassarsi, questo fa una bella differenza. Se la barca la vivi soprattutto d'estate e a piedi scalzi, è il fattore che pesa di più, mentre se la usi in stagioni fresche e per uscite brevi il tema comfort passa in secondo piano rispetto alla praticità.

Pulizia e umidità: due filosofie diverse

Sul fronte pulizia la similpelle ha un vantaggio evidente, perché si pulisce con un panno umido, regge bene spruzzi, salsedine e le inevitabili gocce di bevande, e per questo nelle zone più a rischio sporco è comodissima. La microfibra buona è spesso idrorepellente e sfoderabile, quindi lavabile in profondità, ma se non è trattata trattiene di più odori e macchie oleose, e in un ambiente umido come la barca va asciugata bene per non trattenere l'umido. Qui entra in gioco anche l'imbottitura sotto il rivestimento, perché una schiuma sbagliata rovina qualsiasi tessuto, e ne parliamo in qual è la schiuma più adatta per i cuscini della barca, un dettaglio che troppi trascurano.

La crema solare è la nemica numero uno della similpelle

Questo è il trucco che conosce solo chi tappezza barche: la crema solare, soprattutto su una similpelle chiara, è il peggior nemico. Gli oli e i filtri solari, uniti al sole, seccano il rivestimento e lo fanno indurire e crepare nel giro di qualche stagione, e le macchie oleose sui toni chiari a volte non vanno più via. Anche i solventi aggressivi sono da evitare, perché portano via i plastificanti e accelerano le crepe. Sulla microfibra la crema lascia più facilmente aloni unti, ma se il tessuto è sfoderabile lo lavi e recuperi, cosa impossibile su una similpelle ormai crepata. È il motivo per cui, dove si sta al sole spalmati di protezione, un rivestimento chiaro e delicato dura poco, e conviene tenere a bordo un detergente specifico che scioglie l'unto prima che penetri.

Odori e muffa: il punto a cui stare attenti

In barca il vero banco di prova non è tanto lo sporco visibile quanto l'umidità che ristagna quando si chiude tutto per giorni. La similpelle, essendo impermeabile in superficie, non assorbe, ma se l'imbottitura sotto resta umida può comunque nascere la muffa nelle cuciture e sul retro. La microfibra sfoderabile ha il vantaggio che la sfili, la lavi e la fai asciugare per bene, però va rimessa solo quando è completamente asciutta, altrimenti trattiene l'odore di chiuso. In tutti e due i casi la regola d'oro è la stessa, cioè far arieggiare, tenere ogni tanto i cuscini sollevati per far girare l'aria sotto, e non lasciarli mai appoggiati a lungo su una superficie fredda che trasuda condensa.

Durata e sole: cosa regge di più negli anni

Sul lungo periodo nessuno dei due è eterno. La similpelle di qualità marina regge bene gli UV all'inizio, ma con gli anni tende a indurire e a crepare, soprattutto se maltrattata da creme e solventi. La microfibra tecnica di buon livello resiste bene all'uso e mantiene la morbidezza, ma va sempre verificata la resistenza alla luce dichiarata, perché non tutte le microfibre nascono per stare esposte al sole. Nel dubbio, chiedi sempre la scheda tecnica e guarda i valori reali, invece di fidarti solo del nome commerciale.

Quando scegliere l'una e quando l'altra

La regola pratica che diamo in laboratorio è questa: per la dinette interna, quella vivibile dove si sta seduti a lungo e si cerca freschezza e comfort, la microfibra è quasi sempre la scelta migliore, meglio ancora se sfoderabile e idrorepellente. Nelle zone a diretto contatto con acqua, salsedine e sporco pesante, o dove si sale bagnati dal bagno, la similpelle lavabile al volo lavora meglio. E per gli spazi molto esposti al sole e alle intemperie, spesso la risposta non è nessuno dei due ma un acrilico tinto in massa, nato apposta per l'esterno, che regge sole e sale meglio di entrambi. Se stai rimettendo a posto la barca dopo la stagione fredda, trovi qualche spunto anche in come recuperare la dinette della barca dopo l'inverno. Quando sei indeciso, parti da come usi davvero la barca, perché è l'uso, non il catalogo, a dirti quale materiale scegliere.

❓ Domande Frequenti

Per la dinette interna della barca è meglio microfibra o similpelle?
Per la dinette interna, dove si sta seduti a lungo, di solito è meglio la microfibra: è più fresca, morbida e traspirante. La similpelle conviene nelle zone a contatto con acqua e sporco, dove si pulisce con un panno.
La crema solare rovina la similpelle della barca?
Sì, è il suo peggior nemico. Oli e filtri solari, uniti al sole, seccano la similpelle e la fanno indurire e crepare, e sui toni chiari lasciano macchie difficili da togliere.
La microfibra nautica si può lavare?
La microfibra di buona qualità è spesso idrorepellente e sfoderabile, quindi lavabile in profondità. Va però asciugata bene, perché in un ambiente umido come la barca può trattenere odori.
Per gli esterni della barca meglio microfibra o similpelle?
Per le zone molto esposte al sole spesso non è ideale nessuna delle due: meglio un tessuto acrilico tinto in massa, nato per l'esterno, che regge sole e salsedine meglio di entrambe.