Cuscini della cabina a prua a V: come prendere le misure
La cuccetta a V non è un rettangolo: angoli, curve e paratie storte rendono la misura un'insidia. Ecco come rilevare la sagoma dei cuscini perché combacino.
Ti è mai capitato di salire su una barca e trovare, nella cabina di prua, dei cuscini che ballano, si accavallano o lasciano scoperto proprio l'angolo dove il piano si stringe? Non è quasi mai colpa di chi li ha cuciti, è quasi sempre un problema di misura presa male. La cuccetta a V è la trappola più insidiosa di tutta la cuscineria di bordo, perché somiglia a un letto ma non lo è, e chi la affronta con il metro e un po' di ottimismo si ritrova quasi sempre a rifare tutto.
Dopo tanti anni passati a confezionare cuscineria su misura per le barche, ti dico una cosa che vale più di qualsiasi tabella: sulla V si sbaglia quasi sempre a occhio, e l'unico modo per avere cuscini che combaciano è prendersi la mezz'ora in più che serve a farlo bene. Vediamo come si lavora davvero.
La cuccetta a V non è un rettangolo, non trattarla come tale
Il primo errore, quello che vedo fare più spesso, è ragionare come se la prua fosse un materasso di casa, e non lo è affatto: i due lati convergono verso la punta, le paratie non sono mai perfettamente dritte, gli angoli sono smussati e quasi sempre c'è uno scasso al centro per il tambucio o per il gavone, dove i due cuscini si incontrano. A complicare tutto, il piano di appoggio non è quasi mai squadrato, perché lo scafo lavora e niente, a bordo, è simmetrico come sembra. Se prendi due o tre misure con il metro e provi a ricostruire la sagoma a tavolino, l'errore di un centimetro ti lascia il cuscino che non entra o che balla, e su una curva quel centimetro si moltiplica lungo tutto il bordo.
Non misurare a occhio: costruisci una sagoma
Il metodo del laboratorio è uno solo e non ha scorciatoie: si fa una dima, cioè una sagoma di carta pesante o di cartoncino appoggiata sul piano reale della cuccetta. Segui il bordo esatto con la matita, curve comprese, senza tirare né spanciare il cartoncino, e riporti anche i punti dove passano le cerniere delle basi, gli incastri e lo scasso centrale, perché è lì che si gioca la partita. La dima registra le storture che il metro non vede: la paratia che rientra di un dito, l'angolo che non è un vero angolo, il lato che sembra dritto e invece pende. Quando la sagoma è pronta la stacchi, la ricontrolli appoggiandola di nuovo e solo allora la porti in laboratorio per tagliare. Se vuoi capire quanto conti partire da una base fatta bene, ne parliamo anche nella guida sulla cuscineria nautica su misura.
Rileva anche l'altezza, non solo la pianta
Un dato che quasi tutti dimenticano è l'altezza utile. La cuccetta di prua spesso ha il tambucio, i portelli o dei fianchi che scendono, e se monti un'imbottitura troppo alta il cuscino non chiude, resta in tensione oppure ti impedisce di aprire il gavone sotto. Prima di decidere lo spessore della schiuma misura quanto spazio hai davvero in verticale nei punti critici, perché sul comfort puoi cedere qualche millimetro, sulla chiusura no. Anche la scelta della densità cambia il risultato finale, e su questo trovi un approfondimento dedicato alla schiuma più adatta per i cuscini della barca.
Numera ogni pezzo e segna il verso
Siccome a bordo niente è simmetrico, il cuscino di destra quasi mai entra a sinistra anche se a occhio sembrano gemelli, e per questo, appena stacchi le dime, numera ogni pezzo e segna il verso, cioè quale lato guarda verso la punta e quale verso poppa, e da che parte cade il diritto del tessuto. Sembra una pignoleria, ma è la differenza tra un lavoro che monta liscio e un pomeriggio passato a girare cuscini che sembrano tutti quasi giusti e nessuno perfetto. La barca lavora, e una sagoma anonima, senza riferimenti, dopo due giorni non la ricostruisci più a memoria.
Tieni conto dello spessore del tessuto e della compressione della schiuma
Qui entra il mestiere vero, perché la dima ti dà la pianta del piano, ma il cuscino finito è un volume e non una linea, quindi devi ragionare su due cose che il cartoncino non racconta. La prima è lo spessore del rivestimento, dato che il tessuto, le cuciture e la cerniera si mangiano qualche millimetro per lato, e se tagli la schiuma esattamente sulla sagoma il cuscino vestito diventa più grande del vano. La seconda è la compressione della schiuma, perché un'imbottitura si schiaccia quando ti siedi e si allarga ai fianchi, così un pezzo tirato al millimetro sul piano rischia di spanciare contro la paratia. In laboratorio si lascia sempre il giusto per gli sfridi e per le cuciture, si sceglie la densità in base all'uso e si tiene un filo di tolleranza dove il cuscino deve incastrarsi tra due fianchi.
Alla fine il segreto della cuccetta a V non è avere la mano ferma con il metro, ma accettare che quella forma va copiata dal vero e non ricostruita a tavolino: quando sei indeciso se fidarti dell'occhio o fare la dima, fai sempre la dima, perché la mezz'ora che sembra persa è l'unica che ti garantisce cuscini che combaciano davvero.
Domande frequenti
Perché è così difficile misurare i cuscini della cabina a prua a V?
Perché la cuccetta a V non è un rettangolo: i due lati convergono verso la punta, le paratie non sono dritte, gli angoli sono smussati e c'è lo scasso centrale per il tambucio. Il piano non è quasi mai squadrato, quindi un errore di un centimetro lascia il cuscino che balla o non entra.
Come si prende la misura giusta dei cuscini di prua?
Con una dima, cioè una sagoma di carta pesante o cartoncino appoggiata sul piano reale, seguendo il bordo esatto comprese le curve e segnando cerniere e incastri. La dima registra le storture che il metro non vede ed è l'unico modo per avere cuscini che combaciano.
Perché bisogna numerare i cuscini e segnare il verso?
Perché a bordo niente è simmetrico e il cuscino di destra quasi mai entra a sinistra, anche se sembrano gemelli. Numerare ogni pezzo e segnare quale lato va verso la punta evita di girare a vuoto i cuscini in fase di montaggio.
Devo tenere conto dello spessore del tessuto quando taglio la schiuma?
Sì. Il rivestimento, le cuciture e la cerniera si mangiano qualche millimetro per lato e la schiuma si allarga quando la comprimi, quindi si lascia sempre il giusto per sfridi e cuciture e un filo di tolleranza dove il cuscino si incastra tra due fianchi.
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