Rimessaggio barca: gli errori che fanno ammuffire i cuscini
A fine stagione la barca va in rimessaggio, ma è lì che cuscini e tendalino prendono muffa: gli errori di stoccaggio che paghi la primavera dopo.
A fine estate la barca si tira in secco e per molti il rimessaggio si riduce a un gesto sbrigativo, si ammassa la cuscineria in cabina, si chiude tutto e si torna a casa fino alla primavera. È proprio lì, in quei mesi in cui nessuno mette piede a bordo, che cuscini e tele fanno la fine peggiore, e al varo successivo ti ritrovi aloni scuri, puntini di muffa e quell'odore di chiuso che non se ne va più. La cosa che pochi dicono è che la muffa invernale non nasce dal freddo, nasce dall'umidità intrappolata, e quasi sempre è colpa di come sono stati riposti i tessuti a fine stagione.
Lava prima di riporre, non rimandare a primavera
Il primo errore è mettere via cuscini e tendalino così come sono, convinti che tanto d'inverno non li tocca nessuno. In realtà su quei tessuti resta di tutto, salsedine, tracce di creme solari, residui organici e polvere, e sono proprio queste cose a diventare aggressive nei mesi umidi, perché trattengono acqua e danno da mangiare alle muffe. Prima del rimessaggio lava tutto con acqua e sapone neutro, senza aggredire con candeggina o prodotti forti che sui tessuti tecnici da esterno rovinano i trattamenti idrorepellenti e ti lasciano una tela più fragile di prima. L'obiettivo non è solo l'estetica, è togliere quel velo di sporco che per tutto l'inverno lavorerebbe contro di te.
Asciuga tutto fino in fondo, all'ombra
Questo è il passaggio che quasi tutti sottovalutano, e da solo spiega la maggior parte delle muffe che vediamo a primavera. Un cuscino o un tendalino riposto anche solo leggermente umido dentro è come una piccola serra, perché al chiuso, con gli sbalzi di temperatura dell'inverno, quell'umidità condensa e in pochi mesi si trasforma in muffa. Dopo il lavaggio lascia asciugare tutto completamente, meglio all'ombra e in un posto ventilato, dando tempo anche all'imbottitura interna di perdere ogni traccia d'acqua. Proprio sull'imbottitura non avere fretta, perché l'esterno del tessuto può sembrarti asciutto mentre il cuore della gommapiuma è ancora umido, quindi metti in conto un paio di giorni buoni prima di considerare il lavoro finito.
Mai chiudere i cuscini in sacchi di plastica sigillati
Sembra la mossa più logica, chiudere ogni cuscino nel suo sacco di plastica per proteggerlo dalla polvere, e invece è uno degli errori peggiori. La plastica sigillata non respira, trattiene l'umidità residua e la condensa che si forma con gli sbalzi termici, e trasforma il sacco in una piccola camera umida perfetta per la muffa. Le stesse coperture rigide in PVC ermetico creano lo stesso problema. Se devi coprire, usa teli traspiranti, quelli in tessuto non tessuto che lasciano passare l'aria, oppure più semplicemente riponi i cuscini in un ambiente chiuso, asciutto e arieggiato senza imbustarli affatto.
Distanzia i cuscini, non impilarli attaccati
Anche il modo in cui appoggi la cuscineria conta più di quanto sembri. Ammassare i cuscini uno sull'altro, ben pressati, toglie all'aria ogni possibilità di circolare tra le facce a contatto, ed è proprio lì che si formano gli aloni. Se hai spazio mettili in verticale e distanziati, in modo che ogni faccia possa respirare, e quando puoi sfoderali, così le fodere e le imbottiture si arieggiano separatamente e asciugano meglio. Il posto ideale è un ambiente interno asciutto, un garage o un magazzino, con i cuscini sollevati da terra e non appoggiati direttamente sul cemento, che tende a rilasciare umidità dal basso.
Smonta il tendalino, non lasciarlo su tutto l'inverno
In tanti lasciano il tendalino o la cappottina montati per comodità, tanto la barca resta ferma, ma è un errore, perché una tela tenuta in tensione per mesi raccoglie acqua nelle pieghe, la fa ristagnare, e nei punti dove non scola nascono muffa e aloni difficili da mandare via. Meglio smontarlo, lavarlo e piegarlo da asciutto, riponendolo in un luogo areato insieme al resto della cuscineria. Se proprio devi lasciarlo su per riparare il pozzetto, assicurati almeno che sia teso al punto giusto perché l'acqua scivoli via e non formi delle conche. Sui teli, come sui cuscini, il nemico è sempre lo stesso, l'acqua che si ferma e non riesce a evaporare.
Se nonostante tutto alla primavera ritrovi qualche segno, non buttare via niente prima di aver provato a recuperare, perché spesso è solo questione di metodo: conservando i cuscini nel modo giusto il problema non torna, e anche la dinette si rimette in sesto con meno fatica di quanto pensi. La regola da tenere a mente è semplice, e cioè che la mezz'ora in più che dedichi ad asciugare e riporre bene i tessuti adesso è la stessa che ti evita di rifare cuscini e tele la primavera prossima.
Domande frequenti
Perché i cuscini della barca ammuffiscono durante il rimessaggio?
Non è il freddo a causare la muffa, ma l'umidità intrappolata. Cuscini riposti umidi o chiusi senza ricambio d'aria trattengono la condensa che si forma con gli sbalzi di temperatura invernali, e in pochi mesi diventa muffa.
Bisogna lavare i cuscini prima di riporli per l'inverno?
Sì. Vanno lavati con acqua e sapone neutro per togliere salsedine, creme solari e residui organici, che nei mesi umidi trattengono acqua e alimentano le muffe. Meglio evitare candeggina e prodotti forti che rovinano i trattamenti idrorepellenti.
Si possono chiudere i cuscini della barca in sacchi di plastica?
No, i sacchi di plastica sigillati e le coperture in PVC ermetico non respirano, trattengono l'umidità e la condensa e favoriscono la muffa. Meglio teli traspiranti in tessuto non tessuto o un ambiente asciutto e ventilato senza imbustare.
Conviene lasciare il tendalino montato durante l'inverno?
No. Una tela tenuta in tensione tutto l'inverno raccoglie acqua nelle pieghe e la fa ristagnare, con muffa e aloni nei punti dove non scola. Meglio smontarlo, lavarlo e piegarlo da asciutto, riponendolo in un luogo areato.
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